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Duplice delitto in via Forni. Pecoraro: "Lotta tra bande per il territorio"

sul caso indaga anche la Direzione distrettuale antimafia. Capaldo: "Nessun legame con altri fatti di sangue avvenuti a Roma"

Continuano le indagini per individuare i responsabili del duplice delitto avvenuto ad Ostia, in via Antonio Forni. Sotto i colpi di almeno due killer sono morti Giovanni Galleoni e Francesco Antonini, due boss di Ostia, legati alla vecchia eredità della banda della Magliana. Per tutta la notte sono stati ascoltati i due operai che lavoravano alla ristrutturazione di un locale dentro il quale si era rifugiato uno dei due boss già ferito e poi morto. I due potrebbero aver assistito all'agguato o almeno alla fase finale potrebbero fornire preziose indicazini per le indagini. L'allarme criminalità a Roma è ormai alto: dall'inizio dell'anno si contano infatti 33 vittime in agguati e sparatorie nella guerra tra bande per il controllo del territorio e soprattutto dello spaccio di droga.

Pecoraro - "Il duplice omicidio di ieri sera ci preoccupa e non poco. -ha detto il prefetto Pecoraro al termine del Comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza- Si tratta di piccole bande che cercano di occupare il territorio per avere l'esclusiva sullo spaccio di droga o comunque per fatti connessi al traffico di stupefacenti".

Sul duplice omicidio avvenuto ad Ostia sono a lavoro i pm della direzione distrettuale antimafia di Roma. A svolgere, nel pomeriggio di ieri, il sopralluogo sulla scena dell'omicidio sono stati il magistrato di turno Francesca Passaniti affiancata dal pm Giovanni Bombardieri della Dda. Il fascicolo è ora affidato a Carlo La Speranza, sempre dell'antimafia, coordinato dal procuratore aggiunto .

Capaldo - "Si tratta di uno scontro evidente tra due gruppi criminali molto forti, uno scontro di un certo livello - afferma Capaldo- ma al momento non vi è alcun collegamento con i fatti di sangue avvenuti negli ultimi mesi nella capitale". Le due vittime, Francesco Antonini e Giovanni Galleoni, inoltre, "sono due personaggi profondamente inseriti nel contesto della criminalità organizzata di un certo significato, non marginale, insediata anche a Roma nel traffico di droga e usura - ha detto - già coinvolti in episodi di sangue e conflitti tra bande". Secondo il magistrato non si tratta di un "episodio da legare al controllo del territorio" ma da collegare "ai grossi affari economici tra soggetti in conflitto tra loro".
 
 

[23-11-2011]

 
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