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Giovedý appello per il delitto Cesaroni. Chiesta una maxi-perizia

Dieci mesi fa condanna in primo grado a 24 anni per l'ex fidanzato di Simonetta, Renato Busco

Si apre giovedì il processo d'appello riguardante il delitto Simonetta Cesaroni, la donna  trovata uccisa da 29 coltellate il 7 agosto 1990 negli uffici dell'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù di via Poma. 
A quasi dieci mesi dalla condanna in primo grado a 24 anni di reclusione di Renato Busco, ritenuto responsabile dell'omicidio, una nuova perizia potrebbe cambiare le carte in tavola di un processo che ha catturato l'opinione pubblica negli ultimi anni. Sono stati gli stessi legali dell'ex fidanzato di Simonetta a sollecitare con i loro atti di appello la riapertura del dibattimento. Da valutare quegli elementi, come la saliva sul corpetto e il morso sul seno della Cesaroni, che nel 2007 riaprirono l'inchiesta.

Un altro elemento per il quale la difesa chiederà di fare chiarezza è la traccia biologica trovata sulla maniglia della porta dell'ufficio dove fu ritrovata Simonetta. Secondo i consulenti del pm infatti quella traccia di sangue apparterrebbe a Busco. Non secondo gli avvocati della difesa, che sono invece certi che il gruppo sanguigno sia diverso da quello del loro assistito.
 
 

[22-11-2011]

 
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