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Piano nomadi bocciato dal Consiglio di Stato

No al commissariamento. "Politica sui rom illegittima e decaduta"

"Tutta la politica sui i rom di questi ultimi tre anni è dichiarata illegittima e decaduta": con questa sentenza il Consiglio di stato ha cancellato l’emergenza nomadi avviata nel 2008 dal Viminale sotto la guida dell'ex ministro Roberto Maroni.
 
Secondo i giudici di palazzo Spada mancavano dati che provassero la eccezionale turbativa per l’ordine e la sicurezza pubblica da cui conseguì la nomina dei prefetti a commissari straordinari.  A mettere in discussione la linea seguita da palazzo Chigi, dal Campidoglio e altre amministrazioni comunali era già stata una sentenza del Tar del Lazio del luglio 2009. 

Respinti anche i ricorsi a quella sentenza, a decadere ora sono in primis le ordinanze della Presidenza del consiglio, ma anche, per illegittimità derivata, i regolamenti emessi dai prefetti stessi e i successivi atti commissariali. Parole che suonano come un colpo di scure su uno dei pilastri dell’amministrazione Alemanno ma ieri il primo cittadino non si è scomposto: “Perché – ha detto – con l’apertura del campo de 'La Barbuta' il ruolo del commissario si stava esaurendo.  In questo caso il Consiglio di stato avrebbe solo anticipato di qualche giorno la fine del suo mandato". 

Nulla di rilevante anche per il vicesindaco di Roma Capitale, Sveva Belviso, titolare delle politiche sociali: "Il piano va avanti e le amministrazioni interessate, sulla base dell'ordinario assetto dei poteri, possono sanare il vizio di incompetenza degli atti commissariali tramite convalida degli stessi” – ha fatto sapere in una nota.  La Belviso ha anche annunciato la richiesta al governo monti di rinnovare lo stato di emergenza sulla base di un'effettiva problematica igienico-sanitaria. 
 
 

[22-11-2011]

 
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