
E’ arrivato all’ultimo
giorno utile l’approvazione del secondo decreto attuativo per Roma Capitale da parte del Consiglio dei Ministri. E’ il primo atto del
governo Monti; il premier ha deciso di prendere in esame il decreto, tanto voluto da Alemanno, e che darebbe a Roma più poteri; soprattutto in termini di urbanistica, valorizzazione di beni culturali e gestione delle risorse.
"Ce l'abbiamo fatta -ha detto Alemanno- L'ultimo giorno utile è passato in prima lettura, in Consiglio dei ministri, il decreto legislativo per Roma capitale. Purtroppo lo abbiamo visto anche nelle dichiarazioni di oggi, la Lega Nord ha rappresentato l'ostruzione contraria al compimento di questa riforma".
Il primo schema di decreto attuativo adottato oggi dal Consiglio dei ministri andrà ora all’esame delle commissioni Bilancio di Camera e Senato, che apporteranno probabilmente delle correzioni al testo. Per l’approvazione definitiva, affinché Roma possa avere effettivamente le nuove competenze, ci vorranno almeno 90 giorni.
Riguardo invece all’aumento dei consiglieri in assemblea Capitolina (da 48 a 60) e all’aumento degli assessori fino ad un massimo 15 previsto da una norma inserita nel decreto, ci sarebbe già stato il
“no” di Monti. Il mantenimento di 60 consiglieri in Assemblea capitolina e non più la riduzione a 48 "è un tema che non abbiamo
mai posto al governo tecnico: se i partiti vorranno aggiungeranno questi elementi di rappresentanza in sede parlamentare". Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha risposto a chi gli chiedeva se all'interno del secondo decreto su Roma Capitale fosse stato inserito anche il ritorno a 60 consiglieri comunali - ossia il numero attuale -, che nel primo decreto sono stati diminuiti; restando così le cose, alle prossime elezioni se ne eleggeranno 48. Alemanno ha puntualizzato che "il decreto è uscito dal Consiglio dei ministri come lo volevamo noi, come lo avevamo proposto e come era stato concordato con gli uffici. Non c'è stata nessuna tensione e nessuna richiesta di modifica".
Al di là della polemica relativa al numero
di “poltrone”, se mantenesse questa “forma”, il decreto per Roma una volta reso effettivo darebbe la possibilità al sindaco di poter essere ascoltato direttamente dal consiglio dei ministri sui problemi che riguardano la Capitale. Roma sarà esclusa inoltre dai vincoli di finanza pubblica che disciplinano tutti gli altri enti locali, e tratterà direttamente con il Governo le regole da seguire.
I CONTENUTI DEL DECRETO (TESTO COMPLETO)- Il secondo decreto legislativo per Roma Capitale disciplina, ai sensi dell'articolo 24 della legge 42/2009 (Federalismo fiscale) il conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dallo Stato a Roma capitale (turismo, beni culturali, Protezione civile) e stabilisce che, il trasferimento di funzioni dalla Regione Lazio a Roma capitale (quindi poteri in materia di
urbanistica, edilizia, trasporti e commercio) sarà regolato da un'apposita legge regionale che il Lazio deve approvare sempre entro 90 giorni, come peraltro già aveva stabilito un protocollo d'intesa tra Regione e Comune che è stato siglato alcune settimane fa. In virtù dei nuovi poteri e funzioni trasferite a Roma capitale con il secondo decreto attuativo, al Campidoglio saranno trasferite anche
maggiori risorse finanziarie necessarie all'esercizio delle nuove funzioni.