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Roma Capitale, il sì di Monti

Alemanno soddisfatto, polemica di Pd e La Destra sull'aumento di "poltrone"

Il secondo decreto attuativo per Roma Capitale, che investirà Roma di nuovi poteri, sarà preso in esame lunedì dal nuovo governo Monti e durante il Consiglio dei ministri sarà adottato un primo schema di decreto legislativo. Solo una settimana fa, con la caduta del governo, c'era già chi chiedeva le dimissioni di Alemanno viste le possibilità ridotte di approvare il secondo decreto attuativo entro la scadenza del 21 novembre.

La decisione di Monti rimette quindi in moto l'intero percorso che, entro cinque mesi, dovrebbe dare a Roma poteri e dignità. Il decreto darebbe all'amministrazione capitolina competenze in più, attribuite anche a regione e provincia, in tema di valorizzazione dei beni culturali, turismo e urbanistica. "Con questo provvedimento direi che il governo Monti parte con il piede giusto - commenta soddisfatto il vicesindaco e primo firmatario del decreto Mauro Cutrufo -. Adesso il decreto dovrà passare l'esame delle commissioni Bilancio alla Camera e al Senato, la Conferenza Stato-Regioni e la "bicameralina" sul Federalismo. Una volta approvato il decreto anche questa parte sarà legge e la riforma sarà così completata. Poi la Regione dovrà entro 90 giorni definire le deleghe da trasferire alla Capitale".

ALEMANNO - "Senza la Lega -ha detto Alemanno- non sono stati sollevati problemi e questioni che per tanto tempo hanno rallentato questo secondo decreto". La Lega Nord continua essere contraria alla riforma di Roma Capitale. Per il vice presidente vicario dei deputati del Partito Padano, Luciano Dussin, il governo Monti "comincia malissimo" perchè "se ha deciso di iniziare con un decreto su Roma Capitale piuttosto che concentrarsi sull'avvio del federalismo fiscale vuol dire che è intenzionato ad aumentare le tasse".

AUMENTO CONSIGLIERI E ASSESSORI - Il secondo decreto per Roma Capitale, che sarà comunque analizzato e discusso anche dalle commissioni  parlamentari, prevede l'aumento a 60 del numero di Consiglieri dell'Assemblea Capitolina e anche un aumento di tre assessori in giunta. “Porteremo da 48 a 60 il numero dei consiglieri dell’Assemblea Capitolina e conseguentemente gli assessori da 12 a 15 -aveva spiegato il primo firmatario del decreto, il vicesindaco Mauro Cutrufo-  con una norma inserita nel Secondo decreto su Roma Capitale, naturalmente senza che questo -aveva assicurato Cutrufo- comporti alcun aggravio di spesa”.

PD e LA DESTRA SU AUMENTO DI POLTRONE-
"È davvero sorprendente e vergognoso che in un periodo di crisi e di rigore per il Paese -ha detto il segretario del Pd Marco Miccoli- Alemanno stia pensando di utilizzare il secondo decreto su Roma Capitale che il Governo Monti approverà, per aumentare i posti in Giunta e i consiglieri comunali". Dello stesso avviso anche Francesco Storace, leader de La Destra: "Sui costi della politica Monti comincia malissimo -ha detto Storace- Ieri avevamo salutato favorevolmente la volontà di varare il decreto su Roma capitale, ma apprendiamo che il provvedimento conterrà il ritorno dei consiglieri comunali a 60. Non è una cosa normale in tempi di denuncia dei costi della politica. Roma ha bisogno di poteri, non di 60 biglietti da visita con scritto onorevole".

GIRO: "Giusto 60 consiglieri" - "È incomprensibile la reazione carica di ostilità preconcetta della sinistra alla proposta incoraggiata dal sindaco Alemanno per riportare a 60 i consiglieri di Roma -ha detto l'ex sottosegretario ai Beni Culturali, Francesco Giro- il numero attualmente ancora in vigore ma ridotto da un provvedimento del nostro governo che in molti nello stesso Pdl hanno considerato inopportuno. Personalmente - prosegue - credo sia una dimostrazione di buon senso prevedere 60 consiglieri in un decreto che finalmente riconosce a Roma i poteri propri di una capitale europea".
 
 

[20-11-2011]

 
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