Giornale di informazione di Roma - Sabato 01 ottobre 2016
 
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Agonia Acea Roma

in Sardegna quaranta minuti di frustrazione

Non tragga in inganno il risultato finale, l'80-68 col quale si è concluso l'anticipo del sabato pomeriggio tra Banco di Sardegna Sassari e l'Acea Roma. Mai c'è stata partita, e mai ce ne sarebbe potuta essere, tra una squadra completa e riposata come quella sarda ed una improbabile, la più squinternata da almeno quindici anni a questa parte, come quella romana.
Ce ne sarebbero voluti almeno altri quattro di giocatori all'Acea Roma, per "fare partita" in terra sarda: i due infortunati Dasic e Maestranzi, e i due che mai sono stati comprati e chissà mai se arriverranno. Basti pensare che l'ottavo uomo ad entrare in campo per la Virtus è stato il bambino Marchetti, autore peraltro di una prova dignitosa,
mentre il settimo era stato nonno Tonolli, alla fine risparmiato da Lardo e tenuto sul parquet non più di due minuti.

Il primo quarto di gioco è stato imbarazzante, ed invano abbiamo atteso l'asciugamano gettato in campo a certificare la manifesta inferiorità, per chiudere uno spettacolo indecente. I sardi, freschi e riposati, hanno tenuto percentuali sensazionali, realizzando nei primi dieci minuti la bellezza di 29 punti, con 7/7 da due e 5/10 da tre. E quello che più faceva male, e avrebbe continuato a farlo, era vedere i Vannuzzo, i Pinton, i Metrevili, realizzare in tutta solitudine canestri di libertà.

Stabilito con certezza a chi sarebbe andata la vittoria, il Banco di Sardegna, dopo aver raggiunto il massimo vantaggio (35-18 al 14'), ha cominciato a tirare i remi in barca, realizzando nei sei minuti conclusivi del secondo quarto la miseria di quattro punti, abusando del tiro da tre e perdendo troppi palloni banalmente. Roma, per inerzia, non ha potuto che riavvicinarsi nel punteggio, trovando punti dal solito Datome, da Gordic e da Crosariol. Il 39-32 col quale si andava all'intervallo lungo era un regalo insperato per gli uomini di Lardo, i quali tuttavia nei restanti venti minuti si sarebbero guardati bene anche dal solo pensare a scartarlo.

La ripresa si apriva infatti col dominio dei cugini Diener, ovvi protagonisti in regia e al tiro (Travis Diener chiuderà con undici assist....), altruisti nel coinvolgere i compagni per i canestri di libertà di cui sopra, e che alla fine consentivano a Sacchetti, coach locale, di vedere andare a referto tutti i nove uomini mandati sul parquet.
Uno sprazzo di vitalità del fino ad allora preoccupante Dedovic (si era pensato a qualche malattia nervosa), sette punti in fila, riportava Roma ad uno scarto non troppo penalizzante, ma non si erano fatti i conti con Clay Tucker, che sull'ultimo possesso del terzo quarto si dimenticava il pallone, consentendo a Pinton il canestro sulla sirena del +13 (62-49) della fine del terzo quarto.

Gli ultimi dieci minuti sono stati poco più che accademia, con Marchetti a lungo in campo e i sardi che schieravano quintetti fantasiosi che difficilmente rivedremo in futuro. Anche per questo il distacco si riduceva fino al meno otto dopo un raro canestro di Slokar, senza che questo potesse minimamente mettere in discussione un risultato sul quale nessuno dei presenti al palazzetto e dei (pochi) telespettatori ha mai dubitato.

La stagione dell'Acea Roma sta prendendo decisamente una brutta piega: non era difficile immaginare che ci sarebbe stato qualche infortunio, ma nessun giocatore finora è stato preso in considerazione per ampliare un roster assai carente numericamente. Domenica prossima arriva a Roma la corazzata canturina, e riesce davvero difficile solo sperare in un cambio di marcia, con relativa vittoria.

Andrea De Paolis

[19-11-2011]

 
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