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Omicidio Simmi, due indagati

prende piede la pista passionale

Ci sarebbero due persone indagate per l’omicidio di Flavio Simmi, il 33enne romano era stato ucciso lo scorso luglio con 9 colpi di pistola sotto la sua abitazione di via Riccardo Grazioli Lante, a Prati.
 
I magistrati, che avrebbero iscritto almeno due nomi sul registro degli indagati, sarebbero più indirizzati a seguire la pista passionale anziché quella della criminialità organizzata, su cui comunque si continua ad indagare. E' ancora da chiarire invece la posizione del padre di Simmi, Roberto. Gioielliere di professione ed in passato implicato e poi prosciolto in un’indagine sulla banda della Magliana.
 
Gli episodi sui quali i pm stanno raccogliendo le testimonianze e continuano ad indagare riguardano in particolare un’amicizia di Simmi. Si tratta di una frequentazione storica della vittima dell’ambiente dei Parioli. l’amico, una volta finito in carcere, gli avrebbe chiesto di prendersi cura della moglie. La donna avrebbe poi raccontato di aver subito le avances di Simmi. Il marito avrebbe così giurato vendetta. Ad avvalorare questa pista era stata la stessa famiglia di Flavio Simmi, che aveva indicato agli investigatori chi poteva riservare rancore nei confronti del 33enne.

La procura sta indagando anche su un altro episodio che riguarda il romano e che sarebbe stato organizzato dallo stesso mandante dell’omicidio. Il 7 febbraio Simmi viene gambizzato e si salva per miracolo, arriva poi un telegramma intestato al padre e nel quale il mittente promette di lavare con la morte il suo onore. Cinque mesi dopo l’avvertimento, Simmi viene ucciso.
 
 

[16-11-2011]

 
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