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Caso De Cupis, la Procura di Viterbo indaga per omicidio colposo

l'avvocato Mercurelli: "Acquisirimo tutti gli elementi possibili"

La storia di Cristian De Cupis sembra essere molto simile a quella di Stefano Cucchi. De Cupis, 36 anni, è morto tre giorni dopo l’arresto avvenuto alla stazione Termini il 9 novembre scorso. Il 36enne è morto mentre ere ricoverato nel reparto detenuti dell’ospedale Belcolle di Viterbo. Il giovane avrebbe denunciato ad alcuni sanitari, prima di morire, un pestaggio subito da alcuni agenti della Polfer. Intanto la Procura della Repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo ed ha disposto ulteriori accertamenti.

L'avvocato Massimo Mercurelli, uno dei legali della famiglia De Cupis, spiega: "Si tratterà ora di acquisire tutta la documentazione possibile relativamente a fatti che sono significativi. Intanto la Procura della Repubblica di Viterbo ha aperto un fascicolo contro ignoti per omicidio colposo ed ha disposto accertamenti approfonditi. Si tratterà ora di attendere gli esiti della perizia e svolgere quelle indagini che la legge consente al difensore della persona offesa. Cercheremo di individuare eventuali testimoni, raccoglieremo la documentazione fotografico sulle condizioni del corpo.

E' vero che Cristian De Cupis ha denunciato un pestaggio?
"Su questo non ci sono certezze su testimonianze legate ad un pestaggio, è certo che questo elemento sarebbe particolarmente significativo. Cristian De Cupis, però, ha sicuramente parlato con i sanitari del Santo Spirito. Per quanto riguarda invece l'esistenza di altri testimoni sarà nostro compito individuarne ed accertarci che ce ne siano degli altri".

RISULTATI AUTOPSIA - Nessuna lesione di organi interni tale da causare la morte. Sono i primi risultati dell'autopsia su Cristian De Cupis, il detenuto romano di 36 anni deceduto nell'ospedale di Viterbo tre giorni dopo il suo arresto, avvenuto la mattina del 9 novembre nella Stazione Termini di Roma. Secondo quanto sarebbe emerso dall'autopsia disposta dalla Procura della Repubblica di Viterbo, il decesso del detenuto, è stato causato da un arresto cardiocircolatorio. I medici legali, secondo quanto si è appreso, avrebbero riscontrato sul cadavere anche alcune ecchimosi e qualche escoriazione, ma nessuna lesione di organi interni tale da causare la morte.

LA STORIA - Cristian De Cupis, 36 anni, è stato arrestato il 9 novembre scorso dalla polizia ferroviaria alla stazione Termini per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. Subito dopo viene portato al pronto soccorso dell'ospedale Santo Spirito per una serie di escoriazioni che, secondo gli agenti, si sarebbe procurato da solo nel tentativo di sottrarsi al fermo. De Cupis, residente nel popolare quartiere della Garbatella, una lunga serie di precedenti penali e di carcerazioni alle spalle, avrebbe quindi riferito ai medici di essere stato pestato dai poliziotti che lo avevano arrestato. Il mattino successivo al ricovero al pronto soccorso del Santo Spirito, Il ragazzo viene trasferito all'ospedale di Viterbo, dove è sottoposto a una serie di accertamenti clinici, compresa una Tac. L'11 novembre, venerdì, il Gip di Roma convalidò il suo arresto, ma gli concede i domiciliari una volta che fosse stato dimesso dall'ospedale. Il giorno dopo, il 12 novembre, De Cupis viene trovato morto nel suo letto.

L'esito degli esami a Viterbo - Gli esami clinici e la Tac cui è stato è stato sottoposto Cristian De Cupis non avevano evidenziato nulla che potesse far ipotizzare un imminente pericolo di vita. De Cupis, tossicodipendente, era stato già ricoverato la scorsa estate nel reparto di malattie infettive di Belcolle, presso il quale presta servizio il dottor Giulio Starmini, primario del reparto di medicina protetta. "Nonostante le tante problematiche - ricordano gli addetti - era un ragazzo tranquillo. Qui da noi si era sempre comportato bene. Subito dopo il ricovero - aggiungono - aveva riferito di essere stato malmenato dagli agenti che lo avevano arrestato alla stazione Termini di Roma. Sul corpo aveva delle escoriazioni e qualche ecchimosi, ma non sappiamo di che origine fossero, dove e come se le era causate o se gli erano state provocate". La sera prima di morire, a detta del personale del reparto, De Cupis era tranquillo. "Gli avevano appena comunicato - ricordano - che al momento delle dimissioni sarebbe stato scarcerato e mandato ai domiciliari. Si era fatto la doccia ed era andato a dormire. È morto nel sonno". Il suo stato di salute generale, secondo quanto si è appreso, pur se compromesso da alcune malattie infettive e da disturbi psichici connessi alla tossicodipendenza, non era grave e soprattutto non faceva presagire una morte repentina.
 
 

[15-11-2011]

 
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