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Agguato in piazza Nicosia, regolamento di conti

sul caso indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Roma

Tre proiettili all'addome. I sicari molto probabilmente volevano uccidere Paolo Marcoccia (ora fuori pericolo di vita), pregiudicato romano di 48 anni, aggredito la sera di mercoledì in piazza Nicosia. Sul tentato omicidio in pieno centro di Roma ora indaga anche la Direzione distrettuale antimafia di Roma (Dda) che starebbe seguendo la pista del regolamento di conti per una questione di denaro legata all'attività della sala giochi.

Un episodio su cui cala, sempre più insistente, l'ombra della criminalità organizzata. Cittadini e negozianti sono ancora increduli per quanto è successo. Lo stesso sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha chiesto allo Stato di "prestare più attenzione alla Capitale per evitare l'occupazione del territorio da parte di queste bande". Stessa preoccupazione è espressa dall'opposizione, che punta il dito però contro il Campidoglio, parlando di "città senza controllo". Sul fronte delle indagini non si esclude ancora nessuna pista. Ma tutto sembra far pensare che l'episodio possa essere legato all'attività di Marcoccia, che gestisce una sala giochi in una traversa di via della Scrofa assieme al fratello, il quale è il titolare dell'attività. L'uomo, sposato e con figli, è stato ascoltato oggi dagli agenti della Squadra Mobile in ospedale. Marcoccia, che ha precedenti per scommesse clandestine, stupefacenti, associazione a delinquere e rapina, ha detto di non sapere chi lo possa aver aggredito. Gli agenti, che hanno interrogato anche alcuni testimoni, stanno vagliando le immagini delle telecamere in strada e si indaga anche sulla vita privata dell'uomo. Nel centro storico di Roma, nella zona dell'agguato, molti negozianti sono andati a lavoro ancora "sconcertati". "In sei anni che lavoro qui non era mai accaduta una cosa del genere, solo piccoli furti. Sono terrorizzata dalla sparatoria di ieri", ha detto Marta, commerciante di piazza Nicosia.
 
 

[10-11-2011]

 
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