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L'arte armena a Palazzo Braschi

fino al 29 gennaio l'esposizione ''Dvin: una capitale armena tra Europa e Asia''

Il preziosissimo Reliquiario della Santa Croce di Haghpat tutto decorato in oro e gemme. I capitelli in tufo del V-VI secolo d.C. con le immagini della Madonna e di San Giorgio. Le miniature del Vangelo, arazzi e ancora capitelli e una sorprendente galleria di ceramiche e recipienti, bianco latte, azzurro cielo, turchese e oro, a testimonianza di quell'arte che rese celebre l'Armenia medioevale in tutto il Medio Oriente. Sono alcuni dei preziosi reperti raccolti in 'Dvin: una capitale armena tra Europa e Asia', mostra ospitata a Palazzo Braschi di Roma fino al 29 gennaio, che rientra nel calendario di appuntamenti della Biennale internazionale di cultura 'Vie della seta'. Inaugurata questa sera dall'ambasciatore della Repubblica d'Armenia Rouben Karapetian, dal sovrintendente ai Beni Culturali di Roma Capitale Umberto Broccoli e dal neo responsabile del Museo di Palazzo Braschi, alla sua prima uscita pubblica nel ruolo di dirigente dei Musei d'arte medievale e moderna di Roma, Pier Luigi Mattera, l'esposizione festeggia il ventesimo anniversario dell'indipendenza della Repubblica d'Armenia e insieme, con più di 40 reperti artistici e una collezione di monete, racconta l'arte di una delle sue storiche capitali.

"Dvin - ricorda l'ambasciatore - fin dal III secolo a.C. è stata città d'arte e cultura. Nel 408 è divenuta capitale conoscendo la vera fioritura politica e religiosa e diventando un ponte tra Oriente e Occidente e vera città lungo la via della seta. Per 90 anni è stata anche sede della chiesa armena". Ma soprattutto, aggiunge il sovrintendente Broccoli, "questa mostra evidenzia il dialogo fortissimo fra due culture che in realtà sono una. Le decorazioni geometriche, le croci stilizzate, le ceramiche del XII e XIII secolo raccontano come gli edifici romani pescassero a pieno nell'arte armena e viceversa. Un esempio? La Torre delle Pignatte, proprio qui a Roma, sulla Casilina, dove quella che fu anche tomba di Elena, un edificio del IV secolo, ha la stessa volta degli edifici armeni. Segno che la cultura ha sempre unito e mai diviso".

[09-11-2011]

 
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