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Riforma di Roma Capitale, se cade il governo tutto da rifare

Alemanno: "Il tempo di fare la riforma c'è"

Rischia di rimanere impantanato definitivamente nell’implosione del governo Berlusconi il secondo decreto attuativo per Roma Capitale. La legge delega del 2009 consegnava due anni di tempo all’esecutivo e agli enti locali per approvare il trasferimento di importanti funzioni amministrative. Competenze attribuite a regione e provincia, in tema di valorizzazione dei beni culturali, turismo e urbanistica fondamentali per rilanciare l’economia della capitale. Con la scadenza agli sgoccioli, la preoccupazione delle forze politiche è bipartisan.

POLVERINI - "Noi abbiamo un protocollo in campo, ma in questo momento la questione è nelle mani del governo. Mi pare siano momenti delicati - ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini - Oggi - ha aggiunto - non credo di essere io a fare pronostici, soprattutto perchè sappiamo che il governo sta vivendo momenti difficili. Quindi, con tutto il rispetto per Roma Capitale, dobbiamo prima seguire gli eventi e capire cosa succederà al governo".

PEDICA - "Siamo fuori tempo massimo, il secondo decreto di attuazione di Roma capitale va in soffitta: scaduti i termini. La mancata approvazione del secondo decreto attuativo di Roma Capitale è uno schiaffone sonoro in faccia a tutti i romani". Ha detto il senatore dell'Italia dei Valori Stefano Pedica. "Un sindaco che vende fumo come Vanna Marchi - continua - e fa vedere ai cittadini della capitale la luna nel pozzo della candidatura di Roma ai giochi olimpionici, ma intanto la città è in preda al delirio amministrativo e la Lega ha ottenuto ciò che voleva: Roma ed i romani sono stati presi in giro, la capitale offesa e palleggiata nella coalizione del Pdl, sacrificata sull'altare delle correnti interne di una maggioranza sempre più sgretolata che di minuto in minuto rischia di scomparire".

ALEMANNO, "Il tempo di fare la riforma c'è" - "La riforma di Roma Capitale si può e si deve fare. Per completare l'iter legislativo di Roma Capitale c'è tutto il tempo necessario. Infatti -ha detto Alemanno- la scadenza del 21 novembre è relativa soltanto alla prima approvazione in Consiglio dei Ministri del testo del decreto legislativo e all'intesa in conferenza unificata, intesa scontata perchè abbiamo già sottoscritto un protocollo con la Regione Lazio che risolve a monte ogni possibile controversia".

STAMPETE, PD - “Grandi cerimonie, dal premier promesse eccezionali di sostegno alla nuova Roma Capitale e attesa di un nuovo ordinamento e nuovi poteri. Tutto finito. -ha detto il consigliere del Pd Antonio Stampete -. I termini sono pressoché scaduti e pure il governo. La montagna ha quindi partorito il topolino della nuova denominazione, della nuova modulistica e delle scritte sulle automobili, non tutte, dei vigili urbani. Ossia solo costi aggiuntivi e nessun vero potere per la nuova Roma Capitale. E’ l’epilogo della riforma incompiuta e l’ennesimo fallimento di una maggioranza allo sbando che non riesce a portare a casa neanche quella che era stata definita da Sindaco e ex vice-Sindaco come un mutamento epocale per la capitale”


 
 

[08-11-2011]

 
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