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Studenti in protesta a Tiburtina, 300 identificati

polemiche dopo il tentativo di corteo delle scuole superiori

Il bilancio della giornata di ieri arriva in serata: 300 ragazzi identificati, una decina quelli accompagnati al commissariato di San Lorenzo e poi rilasciati, un 15enne di Viterbo con il sopracciglio spaccato. E in mezzo, una scia di polemiche che non finisce più.

Delle poche centinaia di studenti delle scuole superiori che ieri si erano radunati alla stazione Tiburtina, sono oltre 300 quelli identificati: aiutandosi con le immagini, la questura sta valutando le posizioni di ciascuno. Potrebbero scattare denunce. Le ipotesi di reato sono manifestazione non preavvisata, danneggiamento e invasione di terreni ed edifici, inadempimento dell’autorità. Ma c'è dell'altro. I ragazzi denunciano che ieri mattina, prima di avviarsi verso Tiburtina, di fronte alle scuole hanno trovato la polizia ad avvertirli che scendere in piazza senza aver prima chiesto l’autorizzazione alla questura poteva esporli a denunce penali. Un atteggiamento che da parte degli studenti è stato interpretato come sorta di repressione preventiva.

Ma a finire sotto accusa è soprattutto l’ordinanza del sindaco Alemanno, che vieta manifestazioni nel primo municipio. Ieri gli studenti volevano sfilare in corteo proprio in centro, sfidando il provvedimento del campidoglio. La questura non aveva autorizzato nessuna manifestazione, e le forze dell’ordine per tutta la mattinata hanno impedito ai ragazzi di lasciare la piazza davanti la stazione. Poi però, nel primo pomeriggio, un po’ a sorpresa, agli studenti è stato permesso di sfilare fino alla sapienza, sfiorando il centro città. Ma la questione resta aperta. La Cgil ha annunciato un ricorso al Tar contro l’ordinanza del sindaco Alemanno.

Il Pd denuncia che le scene viste ieri a Tiburtina (i ragazzi respinti dalla polizia, chiusi nella piazza e poi schedati) sono frutto della decisione del Campidoglio, il cui unico risultato sarebbe stato quello di scaldare gli animi. Un provvedimento irrersponsabile e dannoso anche per i radicali, che chiedono al sindaco di revocarlo. Stesse opinioni da sinistra e libertà. Alemanno però non sembra intenzionato a ritirare l’ordinanza. “Dispiace per gli incidenti e abbiamo massimo rispetto per gli studenti e il loro diritto a manifestare” ha dichiarato ieri il sindaco, “ma ci sono delle regole che tutti debbono rispettare”. 
 
 

[04-11-2011]

 
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