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Studenti provano a sfilare in un corteo non autorizzato, Tiburtina in tilt

una lunga giornata alla stazione. Bloccato il corteo dei ragazzi

E' stata una mattinata intensa, scandita da qualche momento di tensione e lunghe attese. E poi il pomeriggio, con il corteo ad attraversare via Tiburtina, direzione La Sapienza. Gli studenti tornano in piazza e diventano protagonisti di una giornata convulsa e piena di colpi di scena.

I ragazzi, tutti delle scuole superiori, si danno appuntamento alla stazione Tiburtina. Arrivano alla spicciolata, scuola per scuola: alla fine saranno circa 500. L’intenzione è di sfilare verso il centro, ma il corteo non è stato autorizzato dalla Questura, e l’ordinanza del sindaco Alemanno impedisce manifestazioni nel primo municipio. Tutte le strade sono chiuse dalle forze dell’ordine. Gli studenti alla fine provano a partire, entrano nel piazzale degli autobus, di fronte alla stazione, ma poi deviano all’improvviso. Puntano contro le forze dell’ordine, che reagiscono: alcune manganellate contro gli scudi di plastica dei ragazzi. La calma sembra tornare subito, in realtà è un’impressione. Verso mezzogiorno una ventina di ragazzi entra nel cantiere della stazione Tiburtina, aprendosi un varco nella recinzione. Poi vengono fatti uscire. È a questo punto che tra gli studenti si fa strada la consapevolezza che il corteo non si potrà fare, e decidono di sedere in strada dando vita a  una assemblea cittadina. Ma le sorprese non sono finite, perché si sparge in fretta la voce che nessuno studente potrà lasciare la piazza senza prima essere identificato.

Comincia un lungo braccio di ferro, con i ragazzi a occupare la strada antistante la stazione – determinati a non mostrare i documenti - , e la polizia a bloccare le vie d’uscita. Alle due spuntano i politici. Nieri, capogruppo alla Pisana di Sinistra e Libertà, Miccoli, segretario del Pd romano, Pedica, senatore dell’Idv. La situazione si sblocca. Alle tre i ragazzi vengono fatti uscire. A gruppi scaglionati, in fila per uno, passano tra due camionette della polizia. Sembra finita, ma ancora non lo è. Perché il corteo che non doveva esserci, comincia proprio ora. Anziché disperdersi, gli studenti si incamminano verso l’università la Sapienza. Percorrono – e bloccano – via Tiburtina, e si fermano a lungo sotto le finestre del commissariato di San Lorenzo, convinti che dentro ci siano dei loro compagni fermati nella mattina. La voce si dissolve in fretta, il corteo riparte e arriva all’università, l’ultima tappa. Sono le quattro del pomeriggio, quando sotto gli occhi della Minerva finisce una lunghissima giornata.
 
 

[03-11-2011]

 
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