di Flavia D'AngeloPeppino vive a Napoli con i suoi genitori, i nonni, gli zii ventenni e molto moderni e il cugino Gennaro convinto di essere Superman. In più, Peppino è condannato a una incurabile miopia, unico bambino a portare gli occhiali nella sua scuola è l’oggetto degli scherzi dei compagni. La sua vita cambia quando la madre cade in depressione e il bambino si trova affidato di volta in volta a amici e parenti alquanto bizzarri.
Opera prima dello scrittore
Ivan Cotroneo, autore anche della sceneggiatura con
Monica Rametta e
Ludovico Rampoldi,LA KRYPTONITE NELLA BORSA è tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista. In concorso alla sesta edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il film ha portato sul red carpet, oltre al giovanissimo protagonista
Luigi Catani, i suoi “genitori” cinematografici
Valeria Golino e
Luca Zingaretti. Nel cast anche
Cristiana Capotondi e
Libero De Rienzo nel ruolo dei giovani zii.
Alla sua prima prova cinematografica
Cotroneo trova il ritmo adatto a sviluppare una storia corale in modo fluido, aiutandosi ampiamente con le musiche ma senza abusare dell’ambientazione napoletana. Gli anni ’70 sono lo scenario ideale per costruire un film sul registro della nostalgia, grazie a scenografie curate e a uno stile necessariamente retrò, piacevolmente fotografato dal sempre ottimo
Luca Bigazzi.
L’esordio di
Cotroneo non vuol essere folgorante e proprio nel suo mantenersi semplice e nell’usare intelligentemente ciò che ha a disposizione, a partire da un cast notevole e affiatato, riesce a non cadere mai nel furbesco o nel banale. Nonostante alcune ingenuità e qualche scena troppo insistita, LA KRYPTONITE NELLA BORSA è un buon esordio e un film gradevole, lasciando sperare in interessanti sviluppi di una carriera che sembra ben impostata.