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Spider-Man 3

di Sam Raimi. Con Tobey Maguire, Kirsten Dunst

Quando tutto nella vita di Peter Parker sembra aver trovato il suo equilibrio, una sostanza aliena giunge sulla terra a sconvolgerlo con il seducente richiamo del potere: ma attenzione le minacce sono molteplici.

SPIDER-MAN giunge al terzo capitolo ancora una volta sotto la promettente regia di Sam Raimi: dopo il successo riscosso dal precedente, il regista realizza il nuovo capitolo con budget e tempi da kolossal (258 milioni di dollari, 7 mesi di riprese, 17 mesi di produzione). Gli amatori del fumetto Marvel strabuzzano gli occhi e torcono il naso dinanzi alla sovraffollata tavola imbandita da Raimi, che fatica a tenere le fila di trame e sottotrame che si rincorrono reggendosi vicendevolmente rischiando ripetutamente di far vacillare la stabilità della narrazione.

D’altro canto chi non conosce il fumetto e ha amato i precedenti capitoli, non può che godere delle frequenti belle trovate registiche (la straordinaria mutazione di Marko nell’Uomo sabbia; un inedito Parker che si aggira per le strade della città atteggiandosi a novello Tony Manero) come degli inseguimenti metropolitani mozzafiato. In nessun caso si può indulgere, però, sulla diffusa superficialità con cui sono delineati i personaggi il cui stato d’animo e le cui scelte appaiono, sovente, di difficile comprensione.

Pecche generate da un’eccessiva concentrazione di cattivi che monopolizza tutta la storia e richiede sterzate repentine per evitare di entrare in contraddizione con i fatti fino ad allora narrati (si tratta di horror vacui per l’ultimo episodio della serie diretto da Raimi ed interpretato da Maguire?). Gli ultimi 30’, davvero poco credibili, hanno un nuovo sottofondo: il rumoreggiare impaziente degli spettatori.

*1/2

Narda Liotine

[04-05-2007]

 
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