Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Slam dunk
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Slam dunk
 
 

Al Palatiziano la Virtus lotta ma non basta

Varese espugna Roma dopo un supplementare

Non erano in vena di regali i tre arbitri dell'incontro disputato al Palatiziano tra la Virtus Roma e la Cimberio Varese. Contrariamente ai suoi giocatori, che lo hanno omaggiato con una targa per il suo compleanno prima della palla a due, il presidente Toti non ha ricevuto dagli uomini in grigio niente altro che la solenne arrabbiatura di fine partita, a stento placata dal saggio coach avversario Carlo Recalcati.
Se l'è presa con gli arbitri, Toti, per via soprattutto di un fallo non fischiato ai danni di Tucker, trasformato in infrazione di passi, con conseguente tecnico alla panchina per proteste, su quello che era un attacco forse decisivo per permettere la vittoria alla squadra di casa.

A nostro modesto avviso la chiave della sconfitta va cercata, semplicemente, nelle mani di Justin Hurrt, che a 15 secondi dalla fine del supplementare ha scoccato da tre punti il canestro del sorpasso, che Roma non è stata in grado di pareggiare pur avendone la possibilità, con i due tiri liberi di Slokar finiti sul ferro.
Ha vinto così Varese una partita nella quale è stata per 30 minuti avanti nel punteggio, salvo farsi raggiungere proprio al 40' con due tiri liberi di Tucker. La squadra lombarda, a conti fatti, ha dimostrato di essere più organizzata sia in attacco che in difesa, con il playmaker Stipcevic ottimo in regia, coi lunghi dinamici tutti protagonisti, compreso il fischiatissimo ex Luca Garri, e con l'incontenibile Diawara sul quale si sono alternati con scarsi risultati difensivi Dasic, Dedovic ed infine Datome, l'unico che è sembrato in grado di limitarlo, per quanto possibile.

La Virtus ha avuto il grande merito di restare attaccata alla partita fino alla fine, riuscendo a risalire da svantaggi anche consistenti, seppure sotto i dieci punti, in una partita a punteggio basso nella quale le difese hanno prevalso.
Si era partiti con il solito Datome, 4 punti in avvio per il primo vantaggio romano, seguito da Tucker, che con sette punti nei primi dieci minuti entrava subito nel vivo del gioco, contrariamente alle ultime uscite. Era però l'ingresso di Stipcevic a ribaltare una partita che Roma all'inizio sembrava potere far sua: il play sloveno cominciava a far girare Varese con penetrazioni e scarichi per i tiri da fuori, una situazione che Roma soffre parecchio, e il primo allungo consistente arrivava ad inizio di secondo quarto (15-23) costringendo al timeout Lardo. L'attacco di Roma continuava a girare a vuoto, con scarsa circolazione di palla sul perimetro e meno ancora sotto canestro, ed era un affarone per i romani andare al riposo sotto solo di quattro punti, grazie ad un bel canestro da tre di Maestranzi allo scadere.

Ancora sotto per lunghi tratti nella ripresa, Roma ritornava a galla grazie al risveglio di Vladimir Dasic, agevolato da una situazione falli critica per i lunghi varesini, riportandosi sotto di uno grazie ad una tripla proprio di Dasic, e chiudendo il terzo sotto di quattro (50-54).
Di nuovo sopra di sette, dopo una bomba di Garri al 35', Varese sembrava poter arrivare tranquillamente in porto, quando Nemanja Gordic decideva di cominciare a fare cose utili, anzichè il contrario, come fino ad allora e da qualche partita a questa parte. Prima una palla recuperata, poi una bomba in transizione, poi un rimbalzo difensivo e Roma entrava nell'ultimo di gioco ancora sotto nel punteggio, ma con qualche speranza nel cuore. Speranza che si tramutava in giubilo, quando Tucker metteva i due liberi del pareggio a 4 secondi dalla fine (64-64), e complice l'ultimo inoffensivo attacco lombardo si andava ai supplementari con ben tre giocatori della Cimberio fuori per falli.
Per oltre due minuti non succedeva niente, solo Datome con una schiacciata muoveva il tabellone. Ma Varese non mollava, Stipcevic segnava e forniva assist e Roma non riusciva ad allungare in maniera decisiva. Avanti di uno dopo un canestro di Slokar, Roma subiva l'attacco decisivo di Varese, con l'imbeccata del solito Stipcevic per il letale tiro del fino ad allora dannoso Hurrt, (2/10 dal campo) , che di fatto decideva la partita.

Molti rimpianti per i romani, ma anche la consapevolezza di avere una squadra che lotta con tutti i suoi effettivi, e che esce sconfitta solo nel punteggio, non certo nelle ambizioni e nelle cose positive, che dopo un mese di campionato, superano sicuramente quelle negative.

Andrea De Paolis

Roma-Varese 74-76 (1 t.s.)
Cantù-Pesaro 66-71
Biella-Siena 67-70
Venezia-Montegranaro 72-62
Bologna-Cremona 80-78
Caserta-Casale 67-52
Teramo-Avellino 57-71
Sassari-Milano 60-88
ha riposato Treviso

[30-10-2011]

 
Lascia il tuo commento