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Proposte per tutti al Festival di Roma: in sala Twilight e Montaldo

Grande attesa luned́ per "Pina 3D" e "11 metri"

Di Flavia D'Angelo

Iniziato ben prima di pranzo l’assedio al red carpet da parte dei fans di Twilight
. Ragazzine e anche qualche rappresentante maschile (pochi) hanno preso posto con panini e bottigliette d’acqua dietro le transenne, ingannando l’attesa costruendo cartelli e disegnando striscioni. I primi ad arrivare sono stati premiati, oltre che con un posto in prima fila sul tappeto rosso, da delle t-shirts di “Breaking Dawn – Parte I”, penultimo film della saga della Mayer. Oggetto di tanta attesa Nikki Reed e Jason Rathbone, alias Rosalie e Jasper Cullen, che incontreranno il pubblico prima della proiezione di una clip di quindici minuti del film, in uscita a Novembre nelle sale italiane.

Prima dell’arrivo dei “vampiri” a Roma, la giornata di oggi è stata aperta dalla singolare “battaglia dei bottoni”: presentato in Sala Sinopoli “La nouvelle guerre des boutons” di Christophe Barratier, tratto dall’amatissimo libro di Louis Perigaud del 1912, già oggetto di una versione nel 1962 per la regia di Yves Robert . Barratier sposta la vicenda, rispetto al romanzo, nel periodo dell’occupazione nazista della Francia.
Si parla di “battaglia” perché in Francia è stato scontro aperto, anzi apertissimo tra Marc du Pontavice, produttore del film presentato oggi al Festival di Roma, e Thomas Langmann, produttore di un altro adattamento del romanzo di Perigaud uscito sugli schermi francesi in contemporanea. Pontavice ha accusato Langmann di aver fatto pressioni indebite sui tecnici e i co-produttori per indurli a abbandonare il film.
Retroscena bellicosi, quindi, per un film che parla di guerra per preparare la pace.

Passando Oltralpe, si è tinto di tricolore il pomeriggio del Festival di Roma. Tributo all’Italia e alla Puglia, regione d’origine di entrambi,  con il Duetto Scamarcio/Rubini. Al momento non sembra che Scamarcio voglia far concorrenza a Rubini nella regia, uguagliando la “doppia natura” di attore/regista di quest’ultimo, interessandosi maggiormente  alla produzione. Il cortometraggio da lui prodotto e interpretato, “Diarchia” di Ferdinando Cito Filomarino ha ottenuto una nomination ai Nastri d’Argento del Cortometraggio di quest’anno e “Armandino e il Madre” della compagna Valeria Golino ha ugualmente ottenuto un’accoglienza molto positiva.

L’Italia la fa da padrone anche nel pomeriggio festivaliero, con la programmazione dell’opera prima di Pippo Mezzapesa al cinema Embassy. “Il paese delle spose infelici” è un buon esordio italiano, non privo di difetti ma consigliato a coloro che vogliono “tenere d’occhio” le nuove promesse del cinema italiano. In uscita a breve nelle sale per la Fandango.
Attesa sempre italiana al cinema Embassy in seconda serata: alle ore 22.30 proiezione dell’ultimo film di Giuliano Montaldo “L’Industriale”, racconto dell’ascesa e della caduta di un uomo dalle molte ombre, interpretato da Pierfrancesco Favino. Il ritorno alla regia di Montaldo, che ritrova per l’occasione Carolina Crescentini già nel cast de “I demoni di San Pietroburgo”, regala un affresco cupo e mai banale sull’Italia di oggi.

Assolutamente da vedere “Une vie meilleure” di Cèdric Khan con Guillaume Canet (ormai un habitué del Festival di Roma) e Hotel Lux” di Leander Haussmann: per chi avesse perso le proiezioni di oggi alle 17.30 e alle 22.30ultima chance domani alle ore 20.00 per entrambi i film, il primo al cinema Embassy e il secondo al The Space Moderno. Il film di Khan racconta in modo originale e a tratti spiazzante la vicenda di Yann e Nadia, schiacciati dai debiti contratti per realizzare il loro sogno di aprire un ristorante. Straordinaria interpretazione di Canet per un film che spazza via molte convenzioni narrative e descrive una società indifferente, ancor prima che ostile, senza mai cadere nel didascalico.

Oggi In “prima serata” uno dei film più coinvolgenti e strazianti del festival: “Project Nim” di James Marsh, già premio Oscar con il documentario “Man on Wire. Marsh ricostruisce con interviste e materiali d’archivio l’incredibile storia del cucciolo di scimpanzé Nim, scelto per essere cresciuto in una famiglia umana e per apprendere il linguaggio dei segni, nella speranza di aprire nuove frontiere allo studio della mente umana e della comunicazione. Nim comunica i suoi bisogni che restano, però, quelli della sua specie. Incapaci di comprendere la complessità della creatura che hanno davanti e incantati dalle potenzialità dell’esperimento, tutti coloro che entrano in contatto con l’animale proiettano su di lui i loro più reconditi desideri e aspettative, segnando inevitabilmente la sua vita. Ricco, profondo e avvincente “Project Nim” è una delle migliori proposte del festival, anche questo da non perdere almeno nella replica di domani.

Giornata molto densa, d’altra parte, quella di Lunedì 31 Ottobre con due appuntamenti imperdibili e al tempo stesso impossibili, a meno di non trovare un miracoloso biglietto last minute.
Prevista un’eccezionale affluenza per la prima di “11 metri” di Francesco Del Grosso, documentario sulla carriera e la vita dello storico capitano della Roma Di Bartolomei. Annunciata la presenza di Daniele De Rossi e di altri giocatori della squadra (si spera in una comparsa di Francesco Totti) per uno dei più attesi “eventi speciali” del festival alle 18.00 in Sala Petrassi. A seguire un’altra attesa première: “Franca, la prima”, documentario di Sabina Guzzanti nato dal suo incontro con un’icona del teatro italiano, quella Franca Valeri che è stata la prima vera autrice di satira italiana.
 
 

[30-10-2011]

 
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