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Maltempo, la perturbazione lambisce Roma

danni ad Ostia e all'Infernetto

Considerate le premesse, è andata bene. La perturbazione che dal nord Italia era attesa per oggi su Roma è passata con meno violenza di quanto ci si era aspettato. Forti piogge nelle prime ore della mattina, ma nessuna scena simile a quelle viste giovedì scorso, quando la città era andata in tilt a causa di un violento nubifragio. Pochi i danni. Il più grave è stato il crollo di un controsoffitto di tre laboratori della facoltà di fisica dell’università Roma Tre, in via della Vasca Navale.

Nessuno è rimasto ferito, perché le aule, lesionate dalle piogge della settimana scorsa, erano state chiuse. Per il resto, qualche disagio al traffico su alcune vie consolari, come la cassia e la aurelia, e sulla via pontina. I problemi maggiori ci sono stati nel 13° e nel 18° municipio, vale a dire le zone della città più vicine al litorale, dove le piogge sono state più intense.

Su Roma sono caduti circa 30 millimetri d’acqua, un terzo rispetto a quella caduta giovedì: alcuni scantinati si sono allagati, ma si è trattato di danni di piccola entità. Per qualche ora, il sottopasso in via giustiniano imperatore, nel quartiere san paolo, è stato chiuso al traffico.

La sala operativa della protezione civile ha seguito gli sviluppo per tutta la mattinata. Meno piogge del previsto, a fronte di una macchina organizzativa pronta a intervenire. 250 i volontari della protezione civile sulle strade della città, alcuni presidi fissi sono stati allestiti in alcune fermate della metropolitana, l’acea ha predisposto squadre operative pronte e l’Ama ha messo in preallarme duecento uomini dalle prime ore dell’alba. La perturbazione, però, ha solo lambito la capitale.

DANNI ALL'INFERNETTO - Giardini con dentro accatastati e sparsi televisori, vestiti, scarpe, quadri, mobili e sedie. Cantine con muri e finestre completamente distrutti e pavimenti pieni ancora di detriti. Ad una settimana dal violento nubifragio che ha colpito Roma, il quartiere Infernetto è ancora in ginocchio. Sono tante le famiglie che continuano a lavorare per cercare di rimettere a posto le loro villette devastate dalla furia della pioggia: "Qui siamo come gli alluvionati - ha detto nervosamente una signora - e nessuno ci pensa. Siamo senza corrente da una settimana e mai un attimo di pausa. Le nostre case distrutte: mobili da buttare e muri che non esistono più. È tremendo". Sui cancelli di alcune ville sono state messe ad asciugare delle scarpe, qualcuno ha invece posizionato dei sacchi di sabbia vicino porte e finestre mentre altri hanno raccolto in sacchi neri di immondizia tutti i vestiti, completamente fradici. "In casa sono entrate delle cascate - ha raccontato Bruno Mancini che abita all'Infernetto da circa otto anni - Non si riusciva a fermare l'acqua e il fango. Sono stati attimi orribili".

IL TRAFFICO IN TEMPO REALE LUCEVERDE
 
 

[26-10-2011]

 
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