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La Virtus rinuncia a Bargnani

Toti non tradisce ma rimane senza sponsor

"Nel rispetto dei princìpi morali non accettiamo la sponsorizzazione di AshleyMadison.com. Nessuno nega l'utilità di una così ingente operazione (1,5 milioni l'anno per quattro anni n.d.r.), ma si sarebbe andati contro quei valori etici che da sempre sono alla base dell'impegno imprenditoriale della mia famiglia, anche nel basket". Con queste parole, Claudio Toti, presidente della Virtus Roma, ha chiuso definitivamente le porte ad una già abbondantemente discussa partnership, e contestualmente, all'arrivo del giocatore romano, già prima scelta Nba di qualche anno fa, Andrea Bargnani.

Il presidente ha comunicato inoltre che una parte del budget attualmente dedicata alla pallacanestro sarà destinata, nell'immediato futuro, alla Fondazione Silvano Toti, che da sempre si contraddistingue per l'impegno nel sociale, a fianco dei meno fortunati.
La decisione, come ha sottolineato Sergio D'Antoni, vicepresidente della società presente anch'egli all'incontro con la stampa, è stata presa collegialmente, ma non senza qualche indecisione. "Adesso - ha aggiunto D'Antoni - la palla passa al Comune, dal quale ci si aspetta un impegno concreto, per sostenere il basket romano e per non lasciare solo il presidente Toti".

E' stato infatti giù fissato un incontro tra la dirigenza romana e alcuni rappresentanti del Comune, per cercare di dare un seguito alla ventilata sponsorizzazione "istituzionale" di ACEA (societù municipalizzata), che andrebbe così a legare il proprio nome a quello della Virtus. Gli appassionati romani, che già pregustavano almeno un paio di mesi di magie firmate Bargnani, rimangono così delusi nelle loro aspettative, e rischiano di esserlo ancora di più dovendosi affidare ad una giunta comunale che già nel recente caso Rugby Roma (società pluridecorata con ottanta anni di storia) non è stata capace di impedirne il fallimento. Si spera che questo non avvenga, e i prossimi due mesi saranno decisivi in tal senso, potendo Toti avvalersi di questo credito "morale" ottenuto rinunciando ad un sacco di soldi.

Andrea De Paolis

[21-10-2011]

 
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