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Roma allagata, di chi è la colpa?

rimpallo di responsabilità tra assessorata, Ama e municipi. Il sistema fognario è datato

Di chi è la colpa? Se lo chiedono migliaia di romani che giovedì si sono trovati imbottigliati nel traffico o con l’acqua che arrivava fino al bacino. E’ stata una giornata da incubo con la completa paralisi della città in mattinata e un danno economico difficilmente quantificabile per imprese, operai e privati cittadini. Sotto accusa è finita subito la rete fognaria; con tombini impazziti da cui sgorgavano acque nere miste a pioggia.

Da qui la conseguente chiusura della metropolitana e le strade trasformate in fiumi in piena. Sulle responsabilità, come accade spesso nella peggior tradizione italiana, c’è un rimpallo di accuse. La cura della parte idrica spetta infatti all’Acea, quella di superficie all’assessorato e ai Municipi che lamentano carenza di fondi, la pulizia dei tombini è di competenza dell’Ama che si giustifica spiegando che caditoie e tombini non erano ostruiti dalle foglie. Anche l’assessore ai Lavori Pubblici Ghera spiega che il problema è dovuto alla rete fognaria, datata e inadeguata. Il sindaco Alemanno, invece, parla di evento straordinario e di piogge torrenziali impreviste. Insomma colpa di tutti e di nessuno.

Intanto si fa la conta dei danni, soprattutto per le imprese che hanno passato la giornata a spalare fango e acqua da stabilimenti ed uffici. C’è anche chi si è armato di pala per cercare di sturare tombini ostruiti. Una prima stima dei danni quantifica un onere medio di 4.000 euro ad impresa. Per la Cna, associazione di piccole e medie aziende artigiane, sono centinaia le ore di lavoro perse e centinaia i capannoni o i negozi allagati.
 
 

[21-10-2011]

 
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