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Dopo il derby, Lazio e Roma alla prima svolta stagionale

I biancocelesti possono volare, la Roma deve ripartire.

Sfruttare la spinta da una parte, tenere botta dall’altra. Come per ogni derby che si rispetti e che non finisca con il segno X. Stavolta il privilegio di giocare le prossime partite con il vento in poppa e con una tonnellata di forza in più spetterà alla Lazio, mentre la Roma dei ragazzini dovrà tentare di dimenticare il risultato e analizzare le debolezze, ripartendo dai non pochi spunti positivi che comunque questa stracittadina ha mostrato anche sul fronte giallorosso.
I biancocelesti hanno finalmente sfatato un tabù che durava da due anni, e lo hanno fatto nel modo più bello per un tifoso: all’ultimo minuto, dopo una ripresa nel segno del possesso di palla e della pressione costante. Merito, ancora una volta, di Miroslav Klose, l’uomo che può far compiere il salto di qualità agli uomini di Reja. Col rientro di Radu anche la difesa sembra aver assunto una fisionomia più solida, mentre a centrocampo Brocchi e Ledesma restano una garanzia. Altra buona notizia è il progresso costante di Hernanes: dal fantasista brasiliano ci si aspetta molto, soprattutto in un anno in cui davanti a lui giostreranno due attaccanti finalmente in grado di dare sbocchi al suo estro. Insomma, i presupposti ci sono tutti perché i biancocelesti possano lottare per un piazza d’onore, soprattutto in una stagione ancora in via di definizione per quanto riguarda i valori nella zona alta della classifica. Da rivedere, invece, la fase difensiva, ancora troppo vulnerabile in velocità.

Per una piazza d’onore, nonostante la bruciante sconfitta, potrà giocare anche la Roma, soprattutto se Luis Enrique sarà in grado di far assorbire rapidamente la sconfitta ai suoi. Il lavoro psicologico, anche per la giovane età di molti suoi elementi, dovrà essere intenso e raffinato, ma potrà poggiare sugli evidenti segni di crescita che i giallorossi hanno mostrato dall’inizio della stagione, e sulle qualità ancora non del tutto dispiegate di molti suoi singoli. Pjanic, ad esempio, sembra poter dare molto a questa squadra. Tecnica e rapidità di manovra appartengono anche a Bojan, che dovrà però migliorare sul piano della continuità. Osvaldo ha tenuto, fin qui, una media realizzativa impressionante: non sarà un concentrato di tecnica sopraffina, ma il senso del gol non manca. Anche a Trigoria sarà però necessario lavorare molto sulla fase difensiva, e soprattutto sulla compattezza che latita fra difesa e centrocampo. Non sarà facile, a questo proposito, recuperare Kjaer, sulla cui coscienza pesa l’esito del derby. Nel complesso, voltare pagina, ma senza dimenticare alcune righe lette di recente.

Simone Luciani

[17-10-2011]

 
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