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Incidenti sul lavoro

l'edilizia al primo posto

1280 decessi nel 2006, una media nazionale di 4 vittime al giorno. I dati dell’Inail non lasciano dubbi , morire sul lavoro o mentre ci si rechi sul posto di lavoro e’ una vera e propria ecatombe.

Il settore che registra una crescita inarrestabile dei decessi e’ quello dell’edilizia. Dall’inizio dell’anno a Roma i cantieri hanno gia’ ucciso tre persone. Nei canrtieri ci sono 100mila occupati, il 30% di essi e’ straniero, spesso poco preparato e senza le carte in regola per lavorare.

Tra le 8mila imprese attive a Roma in edilizia molte risparmiano proprio sulla sicurezza, sfuggendo ai controlli. Il tema del rispetto della legge e’ prorio la battaglia piu’ difficile da vincere . Per la sicurezza la regione lazio ha investito nel triennio 2006-2008 14 milioni di euro ; i controlli degil ispettori sono cresciuti del 10% e i sequestri sono raddoppiati. Nel lazio le sanzioni per irregolarita’ hanno raggiunto i 5 milioni e 700mila euro. Una cifra da capogiro, eppure e’ ancora poco.

L’associazione Rossoverde, che ha proposto di illuminare il gazometro per sensibilizzare sul fenomeno delle morti bianche, ha chiesto alla pisana l’assunzione di 300 nuovi ispettori. Il lavoro in certi settori non è sicuro e ancora fa discriminazioni sessuali. I dati diffusi dall’inail dicono anche che aumenta il numero delle donne vittime di incidenti sul lavoro, una pari opportunita’ poco invidiabile rispetto ai colleghi maschi, visto che proprio le donne risultano ancora svantaggiate sul versante dei contratti. Se al centro e al nord lavora il 51% delle donne, al sud solo il 31% riesce a trovare collocazione e, quando lo fa, quasi sempre e’ con contratti a termine. Il 14,7% delle donne occupate ha un contratto a tempo determinato, mentre gli uomini sono fermi al 10%.

 
TAG: lavoro
 

[01-05-2007]

 
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