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Violenza e devastazioni a San Giovanni

il corteo degli "indignati" termina in guerriglia

Il corteo pacifico degli "indignati" è stato presto interrotto dalla violenza di alcune centinaia di persone che hanno incendiato auto, assaltato banche, distrutto vetrine e lanciato oggetti di ogni tipo contro le forze dell'ordine. Migliaia di persone giunte da tutta Italia per protestare pacificamente sono state costrette a fuggire e a ripararsi in luoghi appartati per evitare di essere coinvolte negli scontri.

I feriti - Un manifestante ha perso due dita per l'esplosione di un petardo. E' un militante di Sel "aggredito da un gruppo di incappucciati" mentre stava sfilando "pacificamente in via Cavour e protestava contro i violenti". Lo afferma Massimo Cervellini, coordinatore romano di Sinistra Ecologia e Libertà. Sono circa 70 per ora i feriti trasportati in ospedale dal 118 a causa degli scontri avvenuti nel corteo. A quanto si apprende, non ci sarebbero feriti gravi. Hanno escoriazioni e ferite lacero contuse.

I primi scontri - A viale Manzoni, dopo un nutrito lancio di bottiglie contro i poliziotti, c'è stato un lancio di fumogeni. A quel punto i teppisti sono fuggiti e si sono arroccati dietro la barricata in fiamme. I contingenti hanno caricato i violenti spingendoli verso viale Emanuele Filiberto. Altri incidenti ci sono stati in piazza San Giovanni, in cui la polizia è intervenuta con l'ausilio dei blindati. Una camionetta dei Carabinieri è stata data alle fiamme. Alle cariche i teppisti hanno risposto con il lancio di pezzi di selciato. Alcuni manifestanti hanno iniziato ad urlare 'no violenza' alzando le mani. Scene di paura e panico tra al gente che era venuta da tutta Italia. Qualcuno ha iniziato a piangere. I manifestanti rimasti si sono radunati sotto la basilica.

Polizia impotente - Circa 15 blindati al centro dell'incrocio tra via Carlo Felice, Porta San Giovanni e via E.Filiberto non sono riuscite a lungo ad avanzare perché oggetto di ripetuti atti di violenza: lancio di sassi, bombe carta, sanpietrini. I violenti si sono ritrovati nei prati davanti alla Basilica: hanno costruito barricate e si sono armati con pali della segnaletica stradale e fionde con cui repingere indietro i lacrimogeni.

La piazza pacifica contro i facinorosi - Circa 200 manifestanti del corteo degli "indignati" a Roma si sono arroccati sotto la statua di San Francesco urlando 'no violenzà all'indirizzo dei teppisti. Altri si sono opposti fisicamente ai facinorosi.  In molti poi hanno applaudito quando alcuni violenti sono stati fermati con idranti. I manifestanti pacifici hanno poi sottolineato: "Siamo il 99 per cento", temendo la concentrazione mediatica sugli scontri e non sui motivi della manifestazione.

I commenti - Il sindaco di Roma Gianni Alemanno interviene sugli scontri: "Sono rimasto molto colpito dalla reazione della maggioranza dei manifestanti. Non era mai successo che vi fossero applausi al momento dell'intervento delle forze dell'ordine. È un'importante presa di coscienza per isolare i violenti. Si tratta di gruppi ben organizzati, isolati dai manifestanti. C'è una separazione molto netta". L'eurodeputata del Pd Deborah Serracchiani si rammarica per la violenza e denuncia la scarsa organizzazione: "La guerriglia urbana è il metodo più efficace e sperimentato per far tacere le migliaia di persone che invocano futuro e giustizia sociale". Ma "i violenti che hanno provocato questi episodi dovevano essere individuati e fermati prima che si scatenassero, dal momento che non sono mancati i segnali di preoccupazione, anche da parte dello stesso sindaco Alemanno".

Simone Chiaramonte
 
 

[15-10-2011]

 
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