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Festival del Cinema di Roma: Selezione Ufficiale

Guida per orientarsi nell'ampio programma del festival

Di Flavia D'Angelo

Non è mai stato facile orientarsi nell’ampio carnet di proposte del Festival Internazionale del Cinema di Roma, diviso in tre sezioni con importanti titoli fuori concorso in ognuna di esse e una selva di omaggi ad attori e registi dislocati in varie locations della Capitale.
Più facile il compito di chi, magari da mesi, attende di poter vedere anche in Italia – e in versione originale – l’opera dell’attore o regista preferito rispetto a quello dello spettatore che si presenta al botteghino sperando in un’intuizione dell’ultimo minuto o confidando nel consiglio dell’amico cinefilo.
Ancor più difficile proporre dei percorsi tematici all’interno delle sezioni di un festival-evento come quello di Roma ma, con un consapevole campanilismo, possiamo segnalare innanzi tutto i film italiani presentati in anteprima nella Selezione Ufficiale.

Apriamo con un esordio, la prima regia di Ivan Cotroneo che adatta per lo schermo il suo romanzo “La kryptonite nella borsa”, storia di Peppino che nella Napoli degli anni Settanta si trova affidato agli zii ventenni che lo condurranno alla scoperta di un mondo trasgressivo e bizzarro. Nel cast Valeria Golino e Cristiana Capotondi, presenti sul red carpet, con Luca Zingaretti e Libero De Rienzo.
Molta attesa anche per “Il paese delle spose infelici” di Pippo Mezzapesa, con protagonisti un gruppo di ragazzini che trascorrono le loro giornate nella noia di un paese del sud Italia abbandonato all’incuria, fin quando il loro percorso non incrocia quello di una ragazza bella e sconosciuta. Terzo film italiano in concorso “Il mio domani” di Marina Spada, storia dell’emancipazione di una donna (Claudia Gerini) già apparentemente emancipata, attraverso una sofferta revisione dei suoi affetti e legami familiari.
Non esattamente un esordio “Il cuore grande delle ragazze” del veterano Pupi Avati, che torna al racconto parzialmente autobiografico con la storia di Carlino (Cesare Cremonini, nuova scoperta del regista bolognese) e delle sue trame amorose.

Altro nome italiano noto Roberto Faenza, fuori concorso nella Selezione Ufficiale con il suo film americano, “Un giorno questo dolore ti sarà utile” tratto dal romanzo di Peter Cameron, commedia agrodolce su una disastrata famiglia americana. Infine, attesa anche per “L’Industriale” di Giuliano Montaldo, ugualmente fuori concorso, con Pierfrancesco Favino e Carolina Crescentini. L’ascesa e la caduta del quarantenne Nicola sono già interpretati da molti come una metafora dell’attuale periodo socio-economico.
Restando sul tema, la visione si potrebbe accompagnare a quella di “Too big to fail” di Curtis Hanson, presente nella medesima sezione con un accurato e spietato resoconto degli ultimi giorni prima della caduta della Lehman Brothers, quando gli uomini più potenti del pianeta scoprirono di non essere, alla fine, “troppo grandi per fallire”.

Lo spettatore prostrato da tanto impegno, nel caso in cui fosse anche riuscito ad acquistare i biglietti per il film di apertura del festival “The Lady” di Luc Besson, potrà trovare un momento di riposo con “Hysteria” di Tanya Wexler (in concorso) e “A few best men” di Stephen Elliott, due commedie made in Commonwealth. In un concorso insolitamente poco ricco di film orientali (solo due) attenzione alla co-produzione russo-tedesca “Hotel Lux” di Leander Haussmann, che potrebbe rivelarsi l’outsider di questa edizione.
 
 

[14-10-2011]

 
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