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Jane Eyre

di Cary Fukunaga. Con Mia Wasikowska, Michael Fassbender

di Rosario Sparti

Una donna fragile e forte, un’eroina senza tempo, appassionata e oscura, percorre prati, corridoi e castelli dell’Inghilterra del XIX secolo. Amore, passione, dolore, sogni e paure in un film che seduce, sorprende e commuove. Jane, dopo un’infanzia di crudeltà, è determinata a vivere la propria vita senza paura, intensamente. L’incontro con Rochester le spalancherà le porte di un amore travolgente, segnato però, da incomprensibili lampi di tenebra e inquietudine. Un folle segreto la terrà lontana dalla felicità e la porterà a reinventarsi ancora una volta, salvo poi capire, finalmente, di poter esistere solo nell’amore, ad ogni costo.

Dopo la deludente trasposizione di Zeffirelli, ecco un nuovo adattamento del capolavoro di Charlotte Brontë, che cerca la fedeltà assoluta all’opera e fa perno sull’atmosfera gotica che la caratterizza. Il regista Cary Fukunaga sceglie di raccontare la struggente storia d’amore mostrandoci la protagonista in medias res, per poi mostraci il suo passato attraverso l’uso dei flashback. Risulta evidente come l’autore cerchi di spogliare l’opera da ogni freddezza e rigidità tipica del film in costume e per assolvere questo compito ha scelto due attori che ben interpretano questa volontà.

Rispetto agli accademici precedenti adattamenti, infatti, lo scarto maggiore lo si nota dalle prove d’attore di Mia Wasikowska e Michael Fassbender. L’attore, ultimamente sulla cresta dell’onda, fornisce un’interpretazione ruvida e sexy che ben si sposa al suo personaggio, ma è la protagonista, con il suo spaesamento e terrore negli occhi, a rendere emotivamente coinvolgente il film. La pellicola non brilla per una particolare scelta stilistica o idea d’adattamento, ma a essere valida è la voglia di rendere appassionante questa storia d’amore appassionato.

Tra storia di formazione e racconto gotico le vicende di quest’antieroina riescono ad arrivare efficacemente allo spettatore odierno, peccato solo per una certa freddezza di confezione che il regista non riesce del tutto a evitare. Nulla che risulti superiore all’intensità romantica dell’opera della Brontë, ma una visione piacevole per chi è in cerca del lato oscuro e struggente dell’amore.
 



votanti: 1
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[05-10-2011]

 
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