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L’Ultimo Inquisitore – Goya’s Ghost

di Milos Forman. Con Natalie Portman, Javier Bardem

di Narda Liotine

1792. A Madrid il sacro concilio dell’inquisizione inasprisce il proprio controllo e la giovane Ines Balbitua, modella di Francisco Goya, viene torturata e costretta a dichiararsi eretica. Durante la prigionia conoscerà le attenzioni del frate Lorenzo Casamares.

Nuovo lavoro per il regista Milos Forman, L’ULTIMO INQUISITORE segue a ben sette anni di distanza il precedente MAN ON THE MOON. Quello che potrebbe sembrare a primo acchito un nuovo biopic di sostanza, si rivela ben presto un fortunato pretesto per tracciare un quadro della Spagna tra XVIII e XIX secolo. Un progetto che Forman aveva maturato in gioventù con l’intenzione di descrivere un periodo che per molti aspetti gli ricordava la “liberazione” della Cecoslovacchia per mano dei russi.

In pochi minuti gli avvenimenti si sovrappongono irrimediabilmente e la narrazione trova la propria chiave di lettura solo nel susseguirsi ininterrotto dei rivolgimenti di potere: la supremazia ecclesiastica, l’avvento e l’instaurazione del regime napoleonico e la restaurazione promossa da Wellington. Una traccia labile perché la materia posta fra gli eventi non si impasti rimanendo sfigurata, così Forman non può che impressionare solo superficialmente l’opera puntellandola vagamente di momenti realmente suoi.

A nobilitare la pellicola la ripetizione insaziabile delle belle tavole de Los Caprichos (i fantasmi che aleggiano nel titolo originale del film?), che fanno da magnifico scenario gotico a quel mondo agonizzante, oltre che un Javier BardemNatalie Portman tremendamente viscido e una superlativa nelle sue metamorfosi. Stellan Skarsgard, ovvero Goya, rimane confinato nell’ombra.

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[28-04-2007]

 
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