Giornale di informazione di Roma - Mercoledi 13 dicembre 2017
 
Seguici sui social:

 
 
 
 
 
Rugby
 
» Prima Pagina » Sport Roma » Rugby
 
 

Mondiali di Rugby: l’Irlanda elimina l’Italia

Gli azzurri giocano una partita bruttissima ed escono sconfitti 36 - 6. Il mondiale finisce qui

Doveva essere la partita della vita, l’appuntamento più importante degli ultimi quattro anni, quello da non sbagliare. Doveva essere la consacrazione del rugby italiano, il salto di qualità. E invece torniamo a casa bastonati da un’Irlanda che ci fa capire come sarà difficile entrare nel gruppetto delle nazionali che contano davvero. Nell’ultima – decisiva – partita del gruppo C, gli azzurri giocano il loro peggior rugby del mondiale. La partita la fa solo l’Irlanda, che nel primo tempo raccoglie poco e nel secondo dilaga, colpendo a ripetizione un’Italia imbambolata e incapace di reagire. Tre mete per i verdi che non corrono mai nessun pericolo. Gli azzurri producono appena tre calci di punizione, di cui due realizzati. Tutto qui: in ottanta minuti di gioco non c’è altro. Troppo poco. Era lecito aspettarsi di più.

La prima palla è per l’Irlanda ma è l’Italia a mettere subito pressione nei punti d’incontro. Sembrerebbe un buon inizio: invece  è un’illusione. I verdi non si scompongono e prendono pian piano il controllo delle operazioni e al 5° minuto portano il primo pericolo con un attacco prolungato, ma la difesa azzurra regge. L’arbitro Kaplan vede però un fallo di Canale: O’Gara dalla piazzola fa 3-0. Al 9° minuto il pareggio: la solita mischia si guadagna una punizione che Mirco Bergamasco non sbaglia. L’Irlanda riprende da dove aveva lasciato, giocando a ridosso dei 22 azzurri e provando a entrare un po’ di forza e un po’ di velocità: la muraglia italiana è solida ma concede un altro fallo: l’ovale calciato da O’Gara sbatte sul palo. La partita la fa comunque l’Irlanda che al 15° per poco non centra il bersaglio: Earls viene portato fuori a un metro dalla meta. Si gioca in una sola metà campo: al 16° il fuorigioco di van Zyl consente a O’Gara di portare avanti i suoi. Per vedere il primo e unico attacco azzurro si deve aspettare il 18°, e per poco non ci scappa la meta: touche a 10 metri, Parisse porta giù la palla, carretto che avanza ma viene fermato proprio sulla linea, Semenzato apre per Castrogiovanni che sbatte contro la difesa. Si riparte da un precedente fallo irlandese e Mirco Bergamasco calcia la punizione del 6-6. La parentesi offensiva azzurra si esaurisce qui. Al 27° Parisse è bravo a fermare la corsa di Murray, ma sono segnali di un’Irlanda che sta provando ad alzare il ritmo. Al 29° un brivido: O’Brien sfonda, ovale all’ala Bowe che lo tiene con una magia e lo schiaccia in meta. Ma c’era un passaggio in avanti. È solo Irlanda, comunque: l’Italia si difende ma fatica sempre di più a tenere lontani gli avversari. E la barca comincia a fare acqua da tutte le parti. Al 33° in un colpo l’Italia subisce il sorpasso irlandese (O’Gara dalla piazzola) e perde Castrogiovanni (al suo posto Lo Cicero). Al 39° Bergamasco potrebbe pareggiare ma stavolta è lui a colpire il palo su punizione. Il primo tempo finisce con gli irlandesi avanti 9-6, un vantaggio che ai verdi sta stretto. 

Nella seconda frazione Bocchino prende il posto di Orquera. Ma c’è giusto il tempo di tornare in campo, che i verdi calano il colpo del ko. O’Gara dalla piazzola fa subito 12-6 e al 45° tenta un drop che esce largo. È comunque il segnale di un’Irlanda che vuole mettere spazio tra sé e l’Italia. E l’operazione riesce un minuto dopo: bella corsa in diagonale di Tommy Bowe, palla comoda comoda per O’Driscoll che conclude in meta. I verdi volano sul 19-6. L’Italia non reagisce e affonda sotto i colpi di un’Irlanda che sa giocare a rugby e lo fa vedere. Penetrazione di D’Arcy, l’imbambolata difesa azzurra gli fa guadagnare metri preziosi prima di fermarlo. I verdi si riorganizzano e fanno correre il pallone fino al lato opposto, tra le mani di Earls che con una piroetta schiaccia in meta: tutto troppo facile. O’Gara trasforma per il 26-6. E’ il 52° ma la partita è già finita. Gli irlandesi insistono e ormai trovano varchi con una facilità disarmante: al 55° è Masi a tenere alto Kearny, impedendogli di trovare la terza meta della partita. Si gioca sempre nei 22 dell’Italia, la palla ce l’hanno solo gli irlandesi, gli azzurri sembrano capitati lì per sbaglio. Un indemoniato O’Brien continua la sua personale battaglia contro tutta la difesa azzurra, l’esperto O’Gara orchestra gli attacchi irlandesi. L’Italia spreca anche quel poco che riesce a produrre, come al 65° quando una touche a 5 metri dalla linea irlandese viene battuta male e come al 72°, quando l’attacco di Gori a ridosso dei pali si esaurisce con una punizione fischiata a favore degli irlandesi. Nel frattempo al 69° anche Sexton mette la sua firma sul tabellino calciando tra i pali la punizione del 29-6. La partita si esaurisce con gli sterili tentativi dell’Italia di marcare la meta dell’orgoglio. Ma l’Irlanda non deve neppure affannarsi per impedirlo, e per poco non trova una meta da antologia con Bowe. Il Tmo dice di no. Neanche il tempo di rimettere l’ovale in gioco e i verdi colpiscono lo stesso: la meta è di Earls, con una difesa azzurra da tempo già sotto la doccia. Finisce 36-6, e c’è poco da dire: l’Irlanda si guadagna meritatamente il passaggio ai quarti di finale e l’Italia torna a casa. Altrettanto meritatamente. 

La generazione degli incompiuti. Molti degli azzurri scesi in campo oggi contro l’Irlanda rischiano di essere ricordati così. Gente come Mauro Bergamasco, Perugini, Canale, Masi, ragazzi protagonisti del salto di qualità del rugby italiano, un salto però strozzato a mezz’aria. Segnali di crescita ci sono da anni, ormai, ma i frutti non si vedono. La sconfitta di oggi parla chiaro: c’è tanto da lavorare, tantissimo, e di certo non siamo al livello che credevamo di aver raggiunto. Parisse a fine partita ha le lacrime agli occhi, nelle sue parole c’è la consapevolezza di aver mancato l’appuntamento. Di aver deluso.
Oggi si chiude il ciclo di Mallett, un ciclo fatto più di ombre che di luci. Da domani si apre l’era Brunel, e il francese dovrà dare quello che manca a questa squadra: di difesa e mischia non si vince. Oggi l’Irlanda ce lo ha ricordato.

Antonio Scafati

[02-10-2011]

 
Lascia il tuo commento