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Carcere a teatro, storie di detenuti ed ex detenuti

a Rebibbia si studia recitazione e si organizzano spettacoli. Ecco la storia di "Sasà" e Giovanni

“Dare senso ad un luogo che non ha senso”. E’ lo scopo e l’effetto del laboratorio teatrale del carcere di Rebibbia. Qui un centinaio di detenuti, (su circa 1700) due volte a settimana, studiano e praticano la recitazione organizzando spettacoli teatrali. Un progetto che va avanti dal 2003 grazie alla compagnia dei Liberi artisti associati che ha formato, dal carcere, anche dei veri professionisti. E’ il caso di Salvatore Striano, detto Sasà, napoletano doc, detenuto per sette anni per reati legati alla camorra. Sasà, che dal 2003 è fuori dal carcere, si è formato a Rebibbia, poi nel 2006 ha recitato in Gomorra ed ora ha intrapreso a tempo pieno la carriera d’attore.

"Il teatro mi ha fatto rinascere -racconta Striano- Quando ripenso al passato un po' mi spavento ma oggi so chi sono e quello che ho soprattutto grazie al teatro e alle scuole che ci sono qui a Rebibbia. Oggi siamo di nuovo qui su questo palcoscenico perché vogliamo dimostrare che se c'è un po' di attenzione sulle persone come noi si possono fare delle cose bellissime.

Striano non è l’unico ad aver trovato nel teatro la forza di uscire da una vita legata alla criminalità. Ecco la storia di Giovanni Arcuri, romano del quartiere Prati, oggi 54enne. Giovanni ha scontato già 10 anni per traffico di droga e ora gliene rimangono 4 e mezzo. Per lui il teatro è stato un “nuovo inizio”.

"Ritengo che sia il teatro che lo studio, così come tutto ciò che riguarda il reinserimento del detenuto -racconta Giovanni Arcuri- debba essere preso in seria considerazione dal personale preposto. Ad esempio io ho conosciuto persone qui a Rebibbia che grazie allo studio e all'università sono cambiate, sono cresciute ed ora faccio discorsi con loro che prima non facevo".

Il regista Fabio Cavalli ammette che all’inizio i detenuti erano un po’ di diffidenti, ora invece c’è addirittura la lista d’attesa per salire sul palcoscenico. In 5 anni il teatro di Rebibbia ha avuto 22.000 spettatori.

Mentre Striano sta lavorando all’ultimo film dei fratelli Taviani (quasi autobiografico) intitolato “Dalla sbarra al palcoscenico”, la Compagnia dei detenuti esce dal carcere e da venerdì si esibirà al teatro Quirino interpretando “La leggenda di Fitzcarraldo”. Insomma carcere e teatro, un connubio –anche secondo il sottosegretario alla Giustizia Maria Casellati in visita a Rebibbia- che va preso da esempio.

 
 

[28-09-2011]

 
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