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Pedofilia all'asilo

si allarga l'inchiesta a Rignano Flaminio

l'ingresso dell'asilo ''Olga Rovere'' Negano tutto gli arrestati, respingono l'accusa di essere i pedofili dell'asilo nido "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Nel giorno degli interrogatori di garanzia si allunga la lista delle piccole vittime di presunti abusi sessuali e di torbidi giochi pedopornografici. Cinque famiglie di ex alunni della Olga Rovere, ora alle elementari, hanno deciso di sporgere denuncia. E la lista degli accusati potrebbe ancora allargarsi con l'iscrizione di nuove persone nel registro degli indagati. Ma gli investigatori dell'Arma sono anche alla ricerca di un'altra casa descritta dai bimbi nei loro disegni ora agli atti dell'inchiesta.

Intanto nel carcere di Rebibbia si sono svolti i primi interrogatori di garanzia. Davanti al pm Marco Mansi e al gip Elvira Tamburelli sono state ascoltate le maestre Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio e di suo marito, l'autore televisivo Gianfranco Scancarello. Da ieri non sono più in isolamento e il giudice delle indagini preliminari si è riservata sulla decisione di revoca delle ordinanze di custodia cautelare.

I primi a rispondere alle domande dei magistrati sono stati i coniugi Scancarello. "Hanno reagito e ribadito entrambi che schifezze come quelle loro contestate non le hanno mai fatte - spiega Franco Coppi, che con la figlia Francesca e Roberto Borgogno, difende la maestra d'asilo Patrizia Del Meglio e suo marito Gianfranco Scancarello.

I magistrati hanno chiesto spiegazioni anche sui peluche e i travestimenti trovati a casa della donna. "Non esiste alcun travestimento o cappuccio da satanista. Ma solo un vestitino da fata, degli abiti e maschere da carnevale che appartenevano ai miei quattro figli - ha risposto Patrizia Del Meglio - I peluche? Mia figlia, che ora ha 11 anni, ne è sempre stata appassionata. Così mio marito al ritorno da ogni viaggio di lavoro gliene portava uno. Ne abbiamo talmente tanti che siamo stati costretti a metterli in un grosso sacco in soffitta. Non erano nascosti, erano solo d'impiccio in casa".

Il gip ha chiesto anche spiegazioni sui tranquillanti che sarebbero stati prescritti alla maestra dal suo medico e che, secondo l'accusa sarebbero serviti a drogare i bambini prima delle violenze. "Quelle medicine sedanti, come ho già detto nel mio precedente interrogatorio, li assumevo anni fa quando sono stata operata alla tiroide. Ma non ho mai drogato nessuno tanto meno dei bambini... ".

Anche Silvana Magalotti, difesa dall'avvocato Giosuè Bruno Naso, si è battuta con grinta per ribadire la sua innocenza. "Se avessi realmente commesso quei fatti qualcuno se ne sarebbe accorto - ha spiegato la maestra - Non era assolutamente e fisicamente possibile portare fuori dalla scuola i bambini, nell'orario prestabilito, senza che altre insegnanti e personale se ne accorgessero. E poi anche la mia cucina, dove sarebbero avvenuti i presunti abusi, non corrisponde affatto a quanto raccontato dai bimbi".

E l'avvocato Naso aggiunge: "Non esiste alcun riscontro alle terribili accuse asserite dai bambini. Anche le intercettazioni e anche le riprese video effettuate di nascosto dai carabinieri nell'asilo per mesi non hanno dimostrato nulla". E per l'avvocato Emilio Sallustri, legale dell'altra maestra interrogata, c'è il rischio che i bambini e i loro genitori siano in realtà "vittime di una psicosi collettiva".
 
 

[28-04-2007]

 
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