Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Mondiali di Rugby: all’esordio azzurri sconfitti dall’Australia

L'Italia regge bene 40 minuti, poi i wallabies dilagano e vincono 32-6

Un primo tempo intensissimo, con la solita ottima difesa e una mischia da battaglia; poi nella seconda frazione la squadra più forte vince e dilaga: eccolo l’esordio mondiale degli azzurri, che al North Harbour di Auckland, sotto un cielo mutevole e di fronte a 25mila spettatori, escono sconfitti 32-6 da un’Australia fresca vincitrice del Tre Nazioni. “Orgoglioso e soddisfatto” si è detto Mallett a fine partita. Se il buon giorno si vede dal mattino, per il mondiale azzurro c’è da ben sperare. 

Il primo tempo è una battaglia di mischia, con il pacchetto italiano che riesce a tarpare le ali agli australiani, aggredendo costantemente i mediani Cooper e Genia. Funziona bene la mischia, funziona bene la mediana, funziona bene la touche, l’intensità è a mille. L’apertura dei Wallabies Cooper sbaglia un piazzato, poi si rifà annullando un pallone su cui Masi era praticamente arrivato. Il tabellino si sblocca solo al 18°, quando Ghiraldini placca in ritardo l'apertura australiana e concede un’altra punizione: Cooper non fallisce. Ma il canovaccio tattico non muta di una virgola e i wallabies non decollano: sfiorano la meta al 23° ma non riescono a far girare il motore. L’Italia regge, spinta anche dagli spettatori neozelandesi che (a seconda di come la si voglia vedere) tifano per gli azzurri o contro gli australiani. Gli uomini di Mallett potrebbero anche pareggiare, ma Mirco Bergamasco sbaglia la punizione. Alla mezz’ora, invece, Cooper non fallisce e porta i suoi sul 6-0. Un vantaggio minimo, che si dissolve sul finale del primo tempo. Perché prima al 37° e poi al 40° Mirco Bergamasco non si lascia sfuggire l’opportunità di spedire l’ovale tra i pali: due punizioni che valgono un pareggio alla vigilia inaspettato. Tutti a riposo sul 6-6.

Nel secondo tempo l’Italia lascia inevitabilmente negli spogliatoi l’intensità dei primi quaranta minuti. L’Australia invece torna sul campo decisa a usare tutta la propria qualità. Cooper sale in cattedra. La prima meta arriva all’8° ed è una gran bella meta: l'Italia perde una touche a centrocampo, penetrazione di Ioane che sbrillenta la difesa, serie infinita di off load, ruck a un metro dalla linea e ovale nelle salde mani di Alexander che schiaccia. Per l’Italia è una sberla. Nel giro di cinque minuti piovono altre due mete: Cooper fa segnare prima Ashley-Cooper e poi O’Connor (bambino prodigio del rugby australiano, classe 1990). E' il 58° minuto, il punteggio lievita fino al 25-6 e la partita è virtualmente chiusa. I ragazzi di Mallett si sfilacciano, la stanchezza affiora, qualche errore individuale di troppo. I cambi non invertono la tendenza. Il campo è dell’Australia che gioca fino a trovare la quarta meta, quella che vale il bonus: la firma Ioane, che sguscia tra le maglie azzurre. Sul finale la mischia italiana potrebbe concludere in bellezza un carrettino, ma Parisse gestisce male il possesso e il risultato non cambia.

L’Italia perde 32-6 contro l’Australia. Al di là della bella prova, c’è un altro aspetto che deve far sorridere gli azzurri: i wallabies non li incontreranno più, adesso tocca alle altre del girone che sono oggettivamente inferiori. “Sono ovviamente molto contento della prestazione della squadra nel primo tempo: abbiamo messo gli australiani sotto pressione, difeso bene attorno alle ruck ed efficacemente al largo” ha detto Mallett a fine partita. "A metà gara nello spogliatoio eravamo molto soddisfatti, purtroppo nel primo quarto del secondo tempo abbiamo commesso qualche errore ma credo sia anche giusto dare merito ai nostri avversari: difendere contro di loro è sempre molto difficile, quando prendono il vantaggio in attacco fermarli è veramente molto complicato”. Chi sia di preciso l’Australia lo ha ricordato proprio Mallett: “Sfidavamo un avversario che ha vinto il Tri-Nations, messo a segno 25 punti contro la difesa degli All Blacks, 39 contro quella del Sudafrica campione del mondo”.
Sul cammino azzurro verso i quarti di finale ci sono Russia, Usa e Irlanda: salvo clamorosi scivoloni, è contro i verdi che l’Italia si giocherà il passaggio del turno.

Antonio Scafati

[11-09-2011]

 
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