
Mentre sugli schermi cavalca impavido il
Conan-Jason Momoa diretto da Marcus Nispel è arrivato sugli scaffali
“Conan il mito”, monografia di
Paolo Bertetti dedicato al personaggio creato negli anni Trenta dallo scrittore
Robert Ervin Howard. Capostipite del genere
“heroic fantasy”, ambientato in mondi immaginari preistorici o medievali, Howard fece esordire il barbaro cimmero dopo aver dato vita a Solomon Kane, altro personaggio portato sullo schermo negli anni passati.
Fu però Conan a portare Howard alla notorietà, dando vita già dagli anni Sessanta a
serie a fumetti, adattamenti televisivi, cartoni animati, giochi di ruolo e videogames. Con
“Conan il Barbaro” (1982) di
John Milius entrerà, però, nell’immaginario collettivo la definitiva incarnazione del guerriero cimmero nella persona di
Arnold Schwarzenegger, ex Mister Olympia ora attore. Il film ebbe un seguito l’anno successivo ma
“Conan il Distruttore”, diretto da
Richard Fleischer non ebbe un successo paragonabile alla pellicola precedente.
Il libro di Bertetti – sottotitolo “identità e metamorfosi di un personaggio seriale tra letteratura, fumetto, cinema e televisione” - analizza le origini, la storia e le metamorfosi del personaggio, soffermandosi in particolare sui
modi in cui l'identità del personaggio si sia andata costruendo, e insieme diversificando, attraverso le sue diverse avventure nei vari media.
Paolo Bertetti“Conan il mito - identità e metamorfosi di un personaggio seriale tra letteratura, fumetto, cinema e televisione”Editore ETS2011Pagg.176