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Sciopero confermato, la Serie A non parte

Vani gli ultimi tentativi di ricucire lo strappo fra Lega e AIC, slitta la prima giornata

«L'assocalciatori prende atto della risposta negativa della Lega alla sua ultima proposta, e conferma pertanto l'intenzione di non scendere in campo per la prima giornata di campionato»: è il comunicato ufficiale dell'Aic, che proclama lo sciopero. "Abbiamo fatto di tutto, ma Lega dice no a prescindere. Abbiamo teso la mano fino all'ultimo. I giocatori sono dispiaciuti, non possono scendere in campo. La Lega cerca la rottura da un anno e mezzo". Questa la delusione del presidente dell'assocalciatori Damiano Tommasi.

Ancora un no della Lega dunque all'ultima proposta in extremis dell'AIC è lo sciopero diventa ufficiale. La proposta era di firmare un contratto valido fino al 30 giugno 2012, sulle basi dell'accordo raggiunto con Campana, in modo da far partire il campionato e raggiungere un nuovo accorto collettivo. 

"Non si capisce perchè - dice all'ANSA Beretta - dovremmo firmare un accordo ponte che ricalca quello ipotizzato all'origine della vertenza da Campana. D'altra parte la nostra assemblea è stata chiara: noi possiamo siglare un accordo solo se contiene i due punti in discussione, quello sul contributo di solidarietà e quello sugli allenamenti dei fuori rosa".

"Agli occhi degli italiani lo stop della prima giornata rappresenterebbe lo sciopero più anomalo della storia del Paese". Lo sottollinea Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega allo Sport. "È necessario abbandonare i personalismi e alcuni toni oggettivamente inaccettabili. Spero che dirigenti e calciatori abbiano ben presente che lo sciopero e il rinvio dell'inizio del campionato sarebbe una sconfitta per tutti", aggiunge Crimi in una nota.




Vincenzo Samà 
 
 

[26-08-2011]

 
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