Giornale di informazione di Roma - Domenica 17 dicembre 2017
 
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Rugby: Italia sconfitta 23-12 dalla Scozia

Nell’ultimo test match prima del mondiale, il XV azzurro si smarrisce sul più bello

Due mete splendide, una quarantina di minuti giocati bene, una mischia straripante: queste le belle notizie. Quanto alle cattive, ce ne sono ma ne basta una sola: azzurri senza killer instinct. L’Italia esce sconfitta da Edimburgo col punteggio di 23-12. La Scozia ci batte grazie a un inizio concentrato e a cinque minuti terribili nel secondo tempo. Peccato, perché il punteggio poteva essere diverso. 

L’Italia doveva dare risposte dopo il non esaltante 31-24 di settimana scorsa contro il Giappone, ma il XV di Mallett non scende in campo con il piede giusto. I primi 20 minuti sono tutti dei padroni di casa: la Scozia mette in mostra un gioco essenziale, concreto, con un uso del piede sapiente e misurato. Morale della favola, passano dieci minuti e gli scozzesi sono già avanti 10-0. Prima c’è la punizione di Parks al 2° minuto. Poi al 9° tocca al pilone Dickinson schiacciare tranquillamente in meta un ovale gestito benissimo da un guizzante Evans. L’Italia è molle soprattutto in difesa, dove qualche placcaggio di troppo va a vuoto. Sono 20 minuti brutti, con l’Italia che non si affaccia mai nella metà campo avversaria. Scavalcata la metà di primo tempo, però, l’Italia si ritrova. La difesa prende finalmente ritmo e arriva pure la meta. E che meta. Parisse passa a Semenzato, che con un sottomano lancia Masi. Ovale a Derbyshire, che con un off load libera la velocità di Benvenuti, il quale va a segnare la sua prima meta in nazionale. Un’azione bellissima, l’ennesima splendida meta da ricordare. Viene però da chiedersi perché quelle degli azzurri sembrino sempre fiammate improvvise: nonostante alcune imprecisioni nella trasmissione la padronanza dei gesti c’è, si dovrebbe osare di più. Mirco Bergamasco spedisce la trasformazione tra i pali per il 10-7. L’Italia prende fiducia e comincia a carburare: sicuramente meglio gli azzurri, nella seconda metà di primo tempo. Bergamasco potrebbe pareggiare al 37°, quando la superlativa mischia azzurra conquista una punizione, ma il calcio dell’ala italiana scivola di poco al lato. Al 40°, invece, Parks non sbaglia. La Scozia va negli spogliatoi sul 13-7.

Ma la partita conserva l’inerzia della seconda parte del primo tempo. E dopo qualche minuto sonnolento gli azzurri prendono saldamente in mano le redini del gioco. Al 48° l’Italia va a segno per la seconda volta, di nuovo con una giocata offensiva molto bella. Benvenuti (molto bene oggi) corre sull’out e calcia in avanti, la Scozia pasticcia e Semenzato è bravissimo a raccogliere e a sgusciare con una veronica sotto le braccia del suo placcatore. Per lui è la prima meta in nazionale. Il XV di Mallett si fa sotto e la trasformazione di Mirco Bergamasco varrebbe il sorpasso. Ma l’ovale non va tra i pali e gli azzurri restano dietro 13-12. L’Italia dà comunque l’impressione di esserci, di avere le mani sulla partita. Ma c’è solo il tempo di vedere l’esordio di Furno, prima della doccia fredda. Perché tra il 52° e il 55° la Scozia cala un bis micidiale che stende gli azzurri. Un po’ per fortuna, un po’ per cinismo, i padroni di casa vincono la partita qui. Su un calcio di liberazione di Masi, Blair stoppa l’ovale che rimbalza docile docile, dando il tempo al mediano di mischia scozzese di schiacciarlo in meta. Parks è un cecchino, non sbaglia la trasformazione e non sbaglia la punizione due minuti dopo: da una vittoria che stava maturando, l’Italia si ritrova sotto 23-12. E’ una mazzata terribile, dalla quale gli azzurri non si riprendono più. L’ovale prende a stare costantemente tra le mani degli scozzesi, che lo muovono nella metà campo azzurra. Al 59° De Luca brucia Garcia in velocità e punta la linea di meta, ma Masi lo stende prima che il centro scozzese possa concludere la sua cavalcata. È l’ultimo brivido vero della partita. Un’Italia nervosa dà segnali di orgoglio solo negli ultimi minuti, con qualche sterile attacco. Ma c’è poco da fare, poche le idee e meno ancora le energie. A Edimburgo finisce 23-12. 

Dall’ultimo test match pre-mondiale arrivano quindi segnali contrastanti. L’Italia domina in mischia chiusa, dimostra di saper attaccare, la difesa quando a pieno giri si è confermata all’altezza. Ma gli azzurri continuano a dimostrare i soliti problemi: touche non perfetta, difficoltà nel tenere i ritmi alti, e soprattutto incapacità di vincere le partite che possono essere vinte. E’ già successo in passato, continua a succedere. E questo non è davvero un buon bagaglio col quale volare in Nuova Zelanda.

Antonio Scafati

[20-08-2011]

 
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