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Omicidio San Basilio: è caccia ai complici

I Carabinieri del Nucleo Investigativo sono sulle tracce dei tre uomini che avrebbero aiutato Carlo Nanni

I carabinieri sono sulle loro tracce, e per i tre complici di Carlo Nanni, l’uomo che sabato notte ha ucciso Stefano Suriano in un distributore di benzina sulla via Tiburtina, la latitanza potrebbe finire a breve. I militari si sarebbero già fatti un’idea dell’identità dei tre complici, ma le indagini sono in corso, e dal Nucleo Investigativo non trapelano altri dettagli.

Chiara è invece la dinamica dell’omicidio e i motivi che hanno portato all’ennesimo fatto di sangue in città. A raccontare e a spiegare è stato lo stesso assassino, ora detenuto a Regina Coeli. Il 63enne ha confessato al magistrato di aver ucciso Stefano Suriano perché non ce la faceva più a sopportare le violenze e le minacce che duravano ormai da anni. Suriano, 39 anni, precedenti per stalking e furto, non si era rassegnato alla fine della relazione con la figlia di Carlo Nanni, interrotta nel 2008, e da quel momento aveva cominciato a perseguitare lei e la sua famiglia. Inutili le denunce alla polizia.

Nella notte tra sabato e domenica, dopo l’ennesimo episodio, Carlo Nanni decide di farsi giustizia da solo. Lo fa insieme ad altri tre uomini, ora ricercati, mettendo in atto quella che sembrerebbe a tutti gli effetti una spedizione punitiva. Suriano viene raggiunto in un distributore di benzina sulla via Tiburtina, all’altezza del civico 1110, in zona San Basilio, e viene aggredito: sette coltellate e un colpo alla testa, forse una martellata. Suriano muore prima di arrivare all’ospedale Sandro Pertini.

Nel quartiere tutti sanno del rapporto tra la vittima e la famiglia di Nanni, tanto che i carabinieri ci mettono poche ore per capire cosa è successo. Il 63enne confessa subito: “mi menava, mi umiliava” ha raccontato ai militari “tutto perché mia figlia non aveva più voluto stare con lui. L’altra sera non ci ho visto più. Me so liberato”.
 
 

[16-08-2011]

 
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