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Omicidio benzinaio. I gestori: "Vogliamo più sicurezza"

dalle immagini delle telecamere a circuito chiuso si potrebbe risalire ai rapinatori

La testimonianza di Alessandro, figlio della vittima, e l’analisi dei filmati delle telecamere della stazione di servizio al chilometro 44 della via Aurelia saranno fondamentali, per gli inquirenti, per arrivare ai due rapinatori che ieri pomeriggio hanno ucciso Mario Cuomo. L’uomo di 62 anni si era rifiutato di consegnare l’incasso di una giornata di lavoro (circa 1000 euro) reagendo, insieme al fratello, ai rapinatori entrati nell’ufficio con caschi integrali e pistola in pugno. Mario Cuomo è stato colpito alla testa mentre il fratello Giancarlo alla spalla ed è ancora ricoverato in gravi condizioni all’ospedale San Camillo. I due rapinatori, dopo aver preso il denaro, sono salito sullo scooter e sono fuggiti. Il figlio Alessandro, di 35 anni, è riuscito miracolosamente a scappare nel retrobottega e potrebbe fornire elementi utili agli investigatori per risalire agli aggressori.

TESTIMONI - Alcuni testimoni hanno riferito di aver visto due persone sospette aggirarsi all'interno del piccolo centro commerciale di Cerenova poco prima che si consumasse la rapina costata la vita a Mario Cuomo. Ci sarebbero poi dei frame delle telecamere del distributore che riprendono la targa dello scooter di grossa cilindrata con cui i malviventi hanno raggiunto la pompa di carburante.

Intanto i gestori dei distributori di Cerveteri e di Roma Nord stanno organizzando una giornata di sciopero, una chiusura in segno di lutto perché –dicono- non si può morire per 5 centesimi al litro. Chiedono maggior sicurezza e raccontano che i fratelli Cuomo aveva subito almeno un altro paio di rapine. Quello di ieri è l’ennesima morte violenta dall'inizio dell'anno; il 24° omicidio del 2011 a Roma e Provincia.
 
 

[10-08-2011]

 
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