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Omicidio Simmi, prende piede la pista della mala

il 33enne si era probabilmente affidato ad un potente clan romano

E’ uno degli omicidi irrisolti che hanno “segnato” Roma nel periodo estivo. Una vera e propria esecuzione in pieno giorno in uno dei quartieri “bene” della capitale. Parliamo dell’agguato fatale in via Grazioli Lante al 33enne Flavio Simmi, freddato il 5 luglio scorso con 9 colpi di pistola mentre era a bordo della sua auto. L’assassino e gli eventuali mandanti potrebbe presto avere un nome. Secondo gli inquirenti infatti Flavio Simmi avrebbe fatto uno sgarro ad un potente clan malavitoso.

Tutto ha inizio il 9 febbraio quando l’uomo è vittima di un agguato, due persone a bordo di uno scooter si avvicinano e sparano due colpi alle gambe. La vittima è convinta che dietro all’aggressione ci sia la mano di Ivan Musto, un pregiudicato che, per gelosia, avrebbe voluto dare una lezione a Simmi. A questo punto il romano avrebbe chiesto protezione ad una potente famiglia del sud che in cambio -come scrive Repubblica- gli avrebbe chiesto di piazzare sul mercato romano una partita di cocaina.

Ma qualcosa sarebbe andato storto, il romano avrebbe fatto sparire la droga oppure, in qualche modo, avrebbe tradito il patto non mantenendo le promesse fatte ai suoi protettori. La malavita a cui si era affidato il 33enne, per questioni di onore e rispetto, avrebbe così scaricato Simmi e poi ingaggiato due assassini per l’omicidio.
 
 

[09-08-2011]

 
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