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Sicurezza al Colosseo, polemiche dopo il finto ordigno

Metal detector disattivati e carenza di personale

Quel che rimane dopo il ritrovamento del falso ordigno nel Colosseo è una lunga scia di polemiche sulla sicurezza di uno dei monumenti più visitati e famosi del mondo. Mentre i carabinieri indagano per procurato allarme, gran parte dei cittadini si chiede come sia stato possibile che, probabilmente uno squilibrato, abbia potuto lasciare indisturbato un barattolo di latta con due fili che simulavano l’innesco di una bomba? Il sindaco Alemanno chiede l’intervento del ministro Galan e propone l’installazione di telecamere.

Ma è solo una proposta visto che, appunto, la sicurezza del monumento è affidata al Ministero per i Beni Culturali. Intanto, ad ottobre, inizieranno i lavori di restauro –sponsorizzati dal gruppo di Della Valle, e dal valore di 25 milioni di euro. Proprio in occasione di questo intervento il sindaco proverà a chiedere l’installazione degli occhi elettronici.

Ma l’idea di Francesco Giro, sottosegretario ai Beni culturali, è ben diversa; per aumentare la sicurezza, secondo Giro i metal detector non sono risolutivi, bisognerebbe invece recintare tutta l’area –spiega- in modo da fare controlli a ridosso del monumento. A proposito di controlli: i metal detector sono stati tolti da anni per il cessato allarme terrorismo e la direttrice Rosella Rea denuncia anche la carenza di organico tra gli addetti alla sicurezza. In termini di visite il Colosseo è il primo monumento italiano, in un anno è stato visitato da più di 5 milioni di persone, incassando 33,3 milioni di euro.
Per oggi è previsto un vertice, proprio per discutere e capire quali strumenti adottare per assicurare una reale sicurezza all’Anfiteatro Flavio. 
 
 

[08-08-2011]

 
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