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Tiburtina, ancora non chiare le cause dell'incendio

si esclude il dolo. Riaperta la stazione della metro B

“Chi ha sbagliato paghi” dice il sindaco Alemanno. Ma due giorni dopo l’incendio alla stazione Tiburtina ancora non c’è un’ipotesi univoca sulle cause. Sovraccarico di corrente o un "semplice" malfunzionamento: per la Procura è incendio colposo, un’ipotesi che esclude dunque il dolo ma rende la situazione molto più confusa e mette l’inchiesta sul binario morto dell’impossibilità di accertare le responsabilità.

Dopo 48 ore, infatti, ancora non c’è un nome e un cognome, un responsabile oggettivo di ciò che è successo domenica mattina. Solo ipotesi e tanta, tantissima rabbia da parte degli utenti che, da un paio di giorni, sentono un po’ più caldo del solito: ritardi clamorosi e vagoni strapieni per prendere un treno che, se passa a tiburtina, se la deve per forza prendere comoda: come il terni roma che in questi due giorni ha impiegato, in media, 3 ore e venti per lasciare a termini i passeggeri.

Loro, se non altro, alla fine ce l’hanno fatta. Per molti altri, come avverte l’Adoc in un comunicato, la mancanza di informazioni sui disagi, sulle cancellazioni delle corse e l’assenza di assistenza ha trasformato il viaggio in un inferno. Il Codacons invita tutti gli utenti a scaricare dal sito dell’associazione il modulo per il risarcimento danni e a raccontare le disavventure ferroviarie degli ultimi due giorni. L’unione nazionale consumatori, infine, sta studiando una class action per il risarcimento dei danni ai molti viaggiatori rimasti bloccati per ore.
 
 

[26-07-2011]

 
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