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Niente acqua, solo classe: Hamilton rompe il tabý Nurburgring

L'inglese vince un Gp molto combattuto davanti ad Alonso. Quarto Vettel.

In quello che probabilmente è stato finora il più bel GP della stagione, Lewis Hamilton, senza aver bisogno dell'aiuto di Giove Pluvio, per giunta su un circuito dove non aveva mai preso nemmeno un punto, conquista un successo inaspettato quanto meritato.

Venerdì si era lamentato apertamente della scarsa competitività della sua vettura, sabato a sorpresa aveva tirato fuori una qualifica da urlo e oggi ha trionfato dopo una intensa e splendida battaglia con Alonso e Webber, giunti al traguardo rispettivamente in seconda e terza posizione. Soprattutto nella prima parte, sembrava di assistere ad una gara di 125 e non di Formula 1 con i tre vicinissimi, racchiusi in meno di due secondi (alla fine saranno comunque meno di dieci) e continui sorpassi e controsorpassi dovuti anche al valzer dei pit stop. Davvero un bello spettacolo per la categoria.

La Ferrari avrebbe certamente preferito prendere il bottino più ricco, ma Alonso si accontenta e sa che ora ha una vettura in grado di poter lottare per il gradino più alto del podio su ogni pista. Per la prima volta invece, fuori dalla lotta per la vittoria Sebastian Vettel. Il tedesco è stato fortunato a rimanere in gara dopo un errore nei primi giri che ha in ogni caso compromesso il rendimento dei suoi pneumatici. Poi è riuscito a strappare in extremis, all'ultima tornata, il quarto posto ad un onesto Massa, grazie alla bravura dei suoi meccanici. Un piazzamento più che buono in chiave iridata, con il Mondiale che inesorabilmente è sempre più vicino, ma che conferma anche questa impressione: quando Seb deve inseguire, diventa un pilota normale. Specialmente in quei rari casi in cui la Red Bull non è al top. Per quel che riguarda gli altri protagonisti, Button è stato costretto al secondo ritiro consecutivo a causa di problemi idraulici (senza tuttavia aver incantato), Sutil si è guadagnato la palma di più brillante tra i piloti di casa cogliendo un lusinghiero sesto posto con la sua Force India davanti alle Mercedes, Kobayashi è stato bravo come al solito a risalire dalle retrovie fino alla zona punti. Nota solo velatamente patriottica: Chandhok ha sostituito in modo disastroso il povero Trulli. Tra sette giorni si va sul tortuoso Hungaroring in quel di Budapest, quindi scatterà la pausa estiva. Riusciranno Ferrari e Mclaren a rovinare almeno in parte le vacanze del leader del campionato?

Giu. Cil.

[24-07-2011]

 
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