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Lettera d'addio di Jacopo Giachetti

il giocatore passato a Milano scrive ai tifosi e alla sua ex dirigenza. "La Virtus stato qualcosa di unico"

Ufficializzato il suo passaggio a Milano, tramite il Corriere dello Sport-Stadio, l´ex playmaker della Virtus Roma Jacopo Giachetti ha tenuto a scrivere una lettera aperta per ringraziare società, staff e tifosi. Poche righe per ringraziare la Virtus, i tifosi e tutte le persone che sono state accanto al giocatore in questi sette anni.

LA LETTERA D'ADDIO DI GIACHETTI - La Virtus per me è stata qualcosa di unico, -scrive Giachetti- che non si dimentica. Un po´ come il periodo delle scuole o come il primo amore. Sette stagioni, alti e bassi, ricordi, sorrisi, vittorie, problemi, tutti vissuti in prima linea e con entusiasmo. Sono arrivato che ero un ragazzino, me ne vado oggi con esperienza e una serie di emozioni che è difficile dimenticare. Roma per me ha rappresentato una tappa importante della vita, che mi ha fatto anche conoscere la mia compagna Giorgia. Ora però per me inizia una avventura bellissima ed emozionante, nella squadra più prestigiosa d´Italia. Una chiamata che mi riempie d´orgoglio e di responsabilità. Ma ci tengo a dire un´ultima cosa: quando tornerò a Roma non sarà mai da avversario, perché, nonostante le banalità che in certi casi si dicono, io la Virtus la porto davvero nel cuore. Un ringraziamento particolare voglio farlo al presidente Toti. E´ un proprietario passionale, sta sempre vicino alla squadra e merita molto di più di quanto ha raccolto in questi anni. Un rammarico che ho è proprio quello di non essere riuscito a regalargli una soddisfazione. Gli auguro il meglio. A lui ed a tutti quelli che hanno a cuore la Virtus. Ringrazio il grande Nando, factotum insostituibile in casa Virtus, Lucio De Fazi, Giorgio Bottaro, Paolo Paoli, persone che sono state sempre con me dall´inizio alla fine di questi giorni. Tutti i ragazzi della segreteria e tutti quelli che hanno lavorato e che lavorano in società. Con tutti ho stabilito un legame che va oltre al semplice rapporto lavorativo e li porterò sempre dentro di me.

A presto.

Jacopo Giachetti

[22-07-2011]

 
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