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Uomo muore dopo quattro rifiuti in ospedale

la Procura indaga per omicidio colposo

Giorgio Manni, 51 anni, è morto venerdì scorso al Policlinico di Tor Vergata dopo esser stato rifiutato da ben quattro ospedali tra Subiaco, Tivoli e la capitale. 

LA STORIA - La storia di Giorgio Manni è raccontata dal Messaggero che ha portato alla ribalta questo presunto caso di malasanità. Il 51enne è detenuto ai domiciliari per una piccola storia di droga, l'uomo il 4 luglio si rivolge al Pronto soccorso dell'ospedale di Subiaco, accusando disturbi polmonari. Quattro giorni dopo, l'8 luglio, torna al pronto soccorso di Subiaco ma viene rispedito a casa. Il 10 luglio va a quello dell' ospedale di Tivoli e lo stesso giorno si rivolge al policlinico Umberto I di Roma. L'11 luglio va al Cto di Roma, il 12 luglio al pronto soccorso di Subiaco e da lì viene trasferito al policlinico di Tor Vergata dove muore venerdì.

INCHIESTA - La Procura di Roma ha deciso di aprire un fascicolo di indagine e nel procedimento, al momento aperto contro ignoti, si ipotizza il reato di omicidio colposo. Il caso è stato affidato al pm Silvia Sereni. L'intenzione di chi indaga è analizzare, in primo luogo, i vari referti rilasciati all'uomo nei vari Pronto soccorso dove si è recato per farsi visitare. Non è escluso che l'autopsia possa, quindi, slittare di alcuni giorni.

Dal pronto soccorso di Subiaco, racconta la sorella del 51enne, hanno risposto: "Si ribadisce l'assoluta incongruità di accessi al pronto soccorso, ancor più se effettuati utilizzando il servizio 118, per una sintomatologia cronica. Mio fratello urlava, non riesco più a respirare, perchè non mi ricoverano - continua la sorella - E noi ci sentivamo impotenti. Ora vogliamo che sia fatta chiarezza, domani sarà effettuata l'autopsia. Perchè per cinque volte mio fratello è stato respinto dal pronto soccorso mentre stava morendo?".

Ora la Regione Lazio ha chiesto alla direzione sanitaria della Asl RmG di attivare immediatamente una commissione d'inchiesta sul decesso di Giorgio Manni. "Ho contattato il direttore sanitario - spiega il presidente Renata Polverini - e ho sollecitato l'avvio immediato di una verifica affinchè si faccia piena chiarezza su quanto accaduto negli accessi al Pronto soccorso".

[19-07-2011]

 
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