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SanitÓ, da oggi l'aumento del ticket

partono i rincari nel Lazio

Veneto, Umbria, Sardegna, Emilia Romagna, Val D'Aosta, Trentino Alto Adige e Toscana. Sono le sette regioni che hanno deciso di non introdurre i ticket sanitari aggiuntivi previsti dalla legge di bilancio 2011-2014 approvata venerdì dal Parlamento. Nel Lazio invece gli aumenti saranno effettivi a partire da lunedì. A sottolinearlo è stato lo stesso presidente della Regione Lazio: "In questo momento il cittadino deve pagarlo". I sistemi tuttavia sono ancora impreparati per la riscossione dell'aumento delle nuove tariffe per le prestazioni specialistiche e diagnostiche. Nonostante l'incremento di 10 euro, la Asp-Laziosanità non ha ancora avuto nessuna disposizione per intervenire sul sistema informatico e 'ritoccare' i pagamenti.

E da lunedì potrebbe arrivare anche una stretta sui controlli dei pagamenti dei ticket di 25 euro per le visite dei cosiddetti codici bianchi in Pronto Soccorso, introdotti già dal 2006. Nel Lazio, nel 2010, sono stati oltre 2 milioni e 80mila gli accessi ai Dea degli ospedali: nella regione quattro abitanti su 10 finiscono in Pronto soccorso, solo il 5% viene valutato con 'codice bianco'. Di questi, circa la metà è esente. L'introito è stato di circa un milione 250 euro all'anno per le spese di circa 50mila cittadini. Gli esenti dal ticket sono gli anziani con più di 75 anni, con basso reddito, patologie croniche e malattie rare o infortunate sul lavoro.

A Roma l'ospedale con maggiori accessi quotidiani al Dea è il Pertini, con 220 persone al giorno. Al Policlinico Umberto I sono invece circa 200, di cui solo il 5 per cento valutato come "codice bianco", la maggioranza accede con il "verde" (60-70 per cento). Proprio in questa struttura esiste già un ambulatorio specifico per i codici minori, separato dunque dai gialli e rossi, per smaltire le visite senza grandi attese da parte dei pazienti.
 
 

[17-07-2011]

 
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