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Harry Potter e i doni della morte - Parte II

di David Yates. Con Daniel Radcliffe, Emma Watson

di Alessio Palma

Harry, Ron ed Hermione organizzano un furto alla Gringott, la banca dei maghi, dove è nascosto uno degli Horcrux rimasti. Benché lo recuperino, sono costretti a fuggire liberando un drago dalle segrete della banca. Si dirigono ad Hogwarts, pronti a distruggere gli ultimi due Horcrux rimasti e sconfiggere definitivamente Lord Voldemort che radunerà nella scuola tutto il suo esercito scontrandosi contro gli studenti e l'Ordine della Fenice. La battaglia finale ha così inizio, per culminare con il duello definitivo fra il ragazzo che è sopravvissuto e il signore oscuro. Nessuno dei due può vivere se l'altro sopravvive.

Ultimo capitolo dei sette che compongono la saga iniziata nel 2001 con HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE, il film è il terzo (quarto se si considera lo sdoppiamento in due pellicole separate di questo episodio) diretto da David Yates. Girato, come la prima parte, in 2D, è stato poi riconvertito in 3D per l’uscita in sala. La storia prende le mosse da dove si era interrotta la prima parte, con la profanazione della tomba di Silente per mano di Voldemort.

La seconda parte di HARRY POTTER E I DONI DELLA MORTE è uno dei capitoli più epici e ritmati della saga. Laddove il primo segmento scontava un’eccessiva verbosità  e un andamento macchinoso, qui il congegno spettacolare torna a funzionare a pieni giri: merito di singole sequenze ottime (il furto all’interno della Gringott, lo scontro finale a colpi di bacchette, il flashback sui ricordi di Severus Piton, la battaglia in difesa di Hogwarts), anche se poi, nelle oltre due ore di durata, non mancano come di consueto buchi di sceneggiatura ed eccessive semplificazioni. Finalmente usato al meglio l’imponente apparato scenografico di Stuart Craig: la regia di Yates usa accortamente gli spazi e la fotografia scura di Eduardo Serra li lavora in profondità.

Se la saga, a partire dal quinto capitolo HARRY POTTER E L’ORDINE DELLA FENICE, aveva perso mordente e complessità narrativa, riducendosi ad un puro accumulo di mirabilia visive svuotate di qualsivoglia impatto emotivo, con questo passo d’addio si ritorna ai livelli dei primi capitoli. Anche se la scelta estetica del 3D non è decisiva e appare come un goffo tentativo di stare al passo con i tempi, inutile in un’operazione fantasy classica come questa.
 



votanti: 4
Secondo te quanti euro merita??
 
 
 

[14-07-2011]

 
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