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Omicidio Simmi, operazione compiuta da romani

secondo gli inquirenti si tratterebbe di una guerra tra bande

Un'azione criminale compiuta da romani. E' l'ipotesi a cui sono giunti gli inquirenti al lavoro sull'omicidio di Flavio Simmi avvenuto martedì mattina in via Riccardo Grazioli Lante, a Prati. Un agguato compiuto utilizzando molto probabilmente una moto rubata e da personaggi della zona, non stranieri quindi, ipotizzano gli inquirenti, o componenti di associazioni criminali che vengono da fuori Roma. Gli investigatori hanno visionato le immagini delle telecamere a circuito chiuso posizionate in via via Riccardo Grazioli Lande che non avrebbero fornito elementi nuovi alle indagini ma solo confermato la dinamica dell'omicidio. I magistrati disporranno, comunque, una consulenza tecnico-balistica.

Intanto a Roma la situazione sicurezza è davvero incandescente: dopo l’omicidio di Flavio Simmi, giustiziato ieri mattina con 9 colpi di pistola, in ambienti investigativi si fa sempre più largo l’ipotesi di un risveglio della guerra fra bande criminali per il controllo della città. Una guerra che l’esecuzione di Simmi ha reso più visibile, più chiara: lo stesso procuratore nazionale antimafia, pietro grasso ha ammesso che omicidi del genere hanno alle spalle una criminalità di alto livello; una criminalità che non ha paura di mostrarsi ma, anzi, si rende evidente proprio per rafforzare la sua presenza sul territorio. La posta in gioco è sempre la stessa: droga innanzitutto; poi usura e riciclaggio finalizzati al reinvestimento in immobili di prestigio o nelle aste giudiziarie, le cui aggiudicazioni sono spesso appannaggio della malavita. 

Gli omicidi in Prati di Simmi e Ceccarelli hanno il marchio chiaro del regolamento di conti: l’imprenditore ucciso l’8 marzo scorso aveva un passato da riciclatore di denaro sporco, oltre ad essere implicato nella megatruffa alle Asl. La causa dell’omicidio di ieri sarebbe invece da ricercarsi nel mondo della ricettazione. Un mondo a cui Enrico Nicoletti, considerato dagli inquirenti il cassiere della banda della Magliana, non sarebbe estraneo, essendo stato raggiunto ieri pomeriggio da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al millantato credito, truffa, riciclaggio e, appunto, ricettazione. E mentre maggioranza e opposizione in Campidoglio passano la giornata ad accusarsi reciprocamente, un’intera città si interroga sugli ultimi omicidi avvenuti in così breve tempo e un intero quartiere, quello di Prati, stenta a riconoscersi.

LA FAMIGLIA SIMMI E LA PISTA PASSIONALE - I genitori di Simmi hanno ricostruito i drammatici ultimi mesi vissuti dal figlio, dopo la gambizzazione avvenuta lo scorso febbraio. "Flavio era scosso, in ansia per la moglie e i figli", avrebbero riferito i due confermando gli episodi di minacce di morte di cui ieri aveva parlato la compagna dell'uomo, Paola Petti. Chi indaga non sembra prestare molto credito, si è appreso, all'ipotesi che il giorno prima dell'agguato Flavio Simmi si sia incontrato con Antonio Nicoletti, figlio del boss della Banda della Magliana, per chiedere aiuto e protezione. Circostanza smentita oggi seccamente anche dallo stesso Antonio Nicoletti. Stesso discorso vale per l'ipotesi che dietro l'agguato ci siano soggetti legati alla Banda della Magliana. Gli inquirenti ritengono che Flavio Simmi abbia pagato per qualcosa da lui commesso in passato e, comunque, legato agli affari di famiglia. E negli ambienti investigativi sembra esserci scetticismo anche per quanto riguarda l'ipotesi che dietro al delitto possa esserci un movente passionale. In particolare modo in merito all'episodio del maggio del 2005 quando la vittima di via Riccardo Grazioli Lande ebbe un incontro sessuale con la moglie di un detenuto che ieri, tra l'altro, è stato ascoltato in questura. "Nove colpi di pistola per un episodio di tradimento di sei anni fa non sono giustificabili", commentavano a Palazzo di Giustizia.

INCONTRO MARONI - ALEMANNO IL 13 LUGLIO - Per fare il punto della situazione sicurezza a Roma, dopo gli ultimi fatti di sangue, il sindaco Alemanno incontrerà il prossimo 13 luglio il ministro della Difesa Umberto Maroni.
 
 

[07-07-2011]

 
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