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Immigrazione clandestina: arrestate 15 persone

l'organizzazione avvicinava gli stranieri promettendo di sveltire l'iter burocratico, ma i documenti erano falsi

Tre mila euro per ottenere un permesso di soggiorno o di lavoro: è la cifra che molti extracomunitari hanno pagato a un'organizzazione composta da romani e filippini. I documenti, però, erano falsi. Le indagini degli agenti del commissariato San Paolo sono durate un anno e sono partite lo scorso agosto, quando la Asl Roma D ha segnalato alla polizia che nei quartieri di Marconi e Portuense il numero di domande per i permessi di soggiorno era lievitato in maniera anomala.

Sono stati necessari pedinamenti e intercettazioni telefoniche, dato che la banda comunicava con frasi in codice, ma stamattina sono scattate le manette. A finire agli arresti 15 persone: sette in carcere, il resto ai domiciliari. Per altre quattro è stato disposto l'obbligo di firma. Ulteriori 140 persone sono indagate in stato di libertà.

L'organizzazione avvicinava gli stranieri in coda presso gli uffici immigrazione della prefettura e con la promessa di sveltire l'iter burocratico li indirizzava a un ufficio del lavoro per stranieri, gestito da Fiordaliza Antonio Lionello. Ad essere falsificati erano i rapporti di lavoro, la documentazione per gli alloggi, il rinnovo dei permessi di soggiorno per il ricongiungimento familiare. Determinante la complicità di alcuni anziani, che firmavano i documenti. Gli stranieri, soprattutto cinesi e filippini, arrivavano a pagare anche 3 mila euro per avere la documentazione. Due mila euro li prendeva l'organizzazione, i restanti mille finivano nelle tasche degli anziani compiacenti.

[06-07-2011]

 
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