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Allarme sicurezza in città, 7 omicidi in 4 mesi

omicidi irrisolti ed esecuzioni in pieno girono

Sette omicidi in quattro mesi, è ormai chiaro allarme sicurezza in città; episodi diversi tra loro, riconducibili ad emarginazione sociale ma anche a criminalità organizzata. I giornali si divertono a chiamare la città violenta. O Roma Criminale invece di capitale. Ma la situazione poco si presta a riferimenti più o meno raffinati con il cinema: l’omicidio di Flavio Simmi, freddato ieri mattina con nove colpi di pistola, è solo l’ultimo, in ordine di tempo, di una serie di 7 morti ammazzati negli ultimi 4 mesi. Omicidi avvenuti anche in zone tutt’altro che sospette, lontane da quella periferia che spesso solo per i fatti di cronaca guadagna una prima pagina. E mentre ci si interroga di come sia stata possibile una vera e propria esecuzione in pieno giorno in un quartiere di prestigio come Prati, è bene ricordare come la stessa zona, non molto tempo fa, il 9 aprile scorso, fosse stata il teatro di un altro agguato: quello che Roberto Ceccarelli, 46enne imprenditore della Magliana, evidentemente non si aspettava, passeggiando davanti a un teatro delle vittorie pieno zeppo di gente.

Un mese prima la scoperta del cadavere mutilato di una donna trovato in un campo sull’Ardeatina, dell'assassino ancora non c'è traccia. Sempre a marzo a Vigne Nuove è stato ammazzato a coltellate Emiliano Cappetta, 38 anni, a seguito di una lite per un debito di 10 euro. Cecchina, pochi km da Roma, registra il 29 maggio un duplice omicidio per droga.

E poi ancora a metà giugno l’omicidio di Rafael Cohen, un pensionato da tutti ricordato come persona tranquilla ma trovato a faccia in giù nell’androne di casa sua a via Lanciani, con un buco nel petto. E ancora a metà giugno, cambia la zona, San Basilio, e l’arma, un crick: ma non l’efferatezza con cui, per una questione di debiti, viene ucciso Marco Calamanti, un commerciante pregiudicato di 47 anni. Pochi giorni dopo, il 20 giugno, al Quarto Miglio viene trovato il corpo di un uomo, un pastore di 78 anni, coi polsi legati e la testa fracassata.

Ma torniamo all’omicidio di ieri: un’esecuzione spietata, senza neppure il timore della luce, della presenza di tanti testimoni: la scia di sangue continua, e il sindaco che aveva promesso più sicurezza ieri ha scritto al ministro dell’interno Maroni per fermare l’emorragia. Sarà difficile, considerando i tagli della legge finanziaria ai comuni e alle forze di polizia.

PROCURATORE ANTIMAFIA GRASSO - Gli "investimenti e i profitti" della criminalità organizzata a Roma "sono una realtà". Ma è "un grosso errore" parlare della presenza delle mafie a Roma così come se ne può parlare nelle zone di origine delle cosche e dei clan. Lo dice il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso rispondendo ai cronisti sull'ultimo sequestro di beni alla 'Ndrangheta, che ha riguardato anche l'Antico Caffè Chigi, in pieno centro di Roma. Nella capitale, afferma Grasso, "c'è una realta con cui confrontarsi": la possibilità, per le mafie, di trovare "mercati facili, dove nascondersi e mimetizzarsi".
 
 

[06-07-2011]

 
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