
Per l'opposizione è solo "una manovra lacrime e sangue", secondo la maggioranza è invece la migliore proposta possibile considerando il patto di stabilità. È il bilancio del comune di
Roma per il 2011 presentato dalla giunta Alemanno in Assemblea capitolina. La giunta sull'approvazione del provvedimento si gioca gran parte del suo futuro: se l'aula non darà il via libera entro il 30 giugno, potrebbe scattare il commissariamento.
Tra
spese e investimenti, il bilancio del 2011 muoverà 9,4 miliardi di euro. Considerando la riduzione dei trasferimenti statali agli enti locali, il margine di movimento è ridotto ha spiegato Carmine Lamanda, assessore al bilancio del comune di Roma: oltre la metà della spesa non si può toccare. E se non si può spendere di meno, allora in qualche modo bisogna guadagnare di più.
I 388 milioni di euro che servono a ripianare il dissesto finanziario verranno reperiti attraverso l'introduzione di una serie di rincari. Ad esempio si
pagherà di più per scattare foto a scopo di lucro, salirà la
tassa sui rifiuti, costeranno di più i loculi nei cimiteri e le affissioni pubblicitarie. C'è poi la tassa di soggiorno, per la quale i biglietti di molti musei romani subiranno un rincaro.
Gran parte di queste proposte erano già state avanzate l'anno scorso, e poi ritirate per evitare scontri. Adesso il Campidoglio li ritira fuori dal cassetto, perché i
conti sono in rosso e il tempo stringe. Se entro il 30 giugno il bilancio non sarà approvato, il comune di Roma potrebbe essere commissariato. L'opposizione afferma che la manovra è fatta solo di tagli che si ripercuoteranno sui municipi e sui cittadini.