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Atac, delibera 35. Discussione e polemiche in Campidoglio

in Assemblea capitolina seduta sospesa per mancanza di numero legale

Striscioni, cori da stadio e grida. E’ l’assemblea capitolina riunita per votare la delibra 35 (dopo l'approvazione della numero 30) che riguarda il futuro dell’Atac. Insomma un’altra giornata di bagarre politica che è andata avanti fino alle 21:20, poi la seduta è stata sospesa per mancanza di numero legale e convocata per domani alle 15:00. Una seduta contraddistinta dalle critiche dell’opposizione; in aula, all’inzio dei lavori, dai banchi del Pd stati esposti dei cartelli in riferimento ai contatti che il faccendiere Bisignani avrebbe avuto con l’azienda Atac.

Il nodo della questione oggi è stata la delibera 35 che, se approvata, darà il via libera al cambio di destinazione d’uso del patrimonio di Atac che sarà poi in parte venduto per fare cassa. L’azienda di trasporto pubblico potrà quindi riqualificare vecchie rimesse sul cui terreno potranno sorgere anche delle case. Abitazioni che, una volta vendute, potrebbero fruttare fino a 400 milioni di euro. Soldi necessari per evitare la bancarotta.  Il capogruppo Pd dell’assemblea capitolina Umberto Marroni promette battaglia, con 7mila emendamenti. La delibera –secondo Marroni- è illegittima e permetterebbe una vera e propria svendita a scatola chiusa del patrimonio Atac. Del parere opposto il sindaco alemanno “e’ indispensabile per mettere a posto l’azienda –ha detto, una garanzia per gestire il debito”.
 
 

[23-06-2011]

 
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