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Monicelli, il rione Monti non dimentica

ancora polemiche per le frasi della Binetti

Sono passati poco più di sei mesi dalla scomparsa del maestro Mario Monicelli ma il rione Monti non dimentica gli anni passati dal regista tra via del Boschetto e via dei Serpenti. Il medico curante dell’artista scomparso lo scorso 30 novembre, il macellaio di fiducia ed amico di una vita Pietro, il barbiere Adriano e Alessandro della vineria di Via dei Serpenti; tutti uniti nel ricordare sor Mario. Uno dei più grandi registi del cinema italiano, dagli amici di Monti, non amava essere chiamato maestro.

"Noi volevamo bene a lui e lui amava noi -spiega il barbiere Adriano- da noi voleva esser chiamato signor Monicelli non maestro". "Lui non voleva esser chiamato così -racconta il macellaio amico di una vita Pietro- però per noi tutti del rione lui era Il maestro. Monicelli era il maestro, senza dubbio, di tutti i registi". "Era un'istituzione, amato da tutti e anche da chi non lo conoeceva". Racconta il titolare della frutteria di via Panisperna.

Se piazza Madonna dei Monti è stata ribattezzata da qualcuno piazza Monicelli, sul portone della casa del regista, in via dei Serpenti, campeggia invece una poesia in perfetto dialetto romanesco dedicata ar sor maestro Mario.

POLEMICA CON LA BINETTI - Ma il Rione ancor oggi non manda giù le parole della deputata Udc Paola Binetti che aveva commentato come “una scelta di fronte ad un abbandono da parte di tutti” il suicidio del regista. Monicelli si tolse la vita mentre era ricoverato per una grave malattia all’ospedale San Giovanni.

La famiglia di Monicelli aveva così querelato Paola Binetti e la denuncia, pochi giorni fa, era stata respinta al mittente per l’immunità parlamentare della deputata. Il rione Monti si era quindi schierato affianco der sor Mario e ancor oggi resta indignato.

"E' stata una vergogna -spiega Pietro- perché parlare di cose che non si conoscono è solo una vergogna". "Ero il medico di Monicelli - racconta il dottor Danilo Nuccettelli- secondo me la Binetti farebbe bene a stare zitta perché Monicelli in tutta la sua vita e, anche negli ultimi giorni, ha avuto tutto l'amore della famiglia, degli amici e del quartiere. Il maestro -conclude Danilio - non è mai stato solo".

[21-06-2011]

 
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