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Uccide la nonna della fidanzata, arrestato

imprenditore di 23 anni, č il presunto responsabile dell'omicidio dell'anziana in via Fulvio Nobiliore

Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tutto. La polizia definisce "agghiacciante" le scene registrate dall'occhio elettronico fatto installare dalla vittima all'ingresso della sua abitazione in via Marco Fulvio Nobiliore, al Tuscolano. Dalle immagini è emersa infatti gran parte della dinamica dell'omicidio. La vittima, la donna di 75 anni, ha aperto la porta al suo assassino, un ragazzo di 23 anni, fidanzato della nipote e che aveva un pacco contenente una tanica riempita con dell'acido. All'entrata il giovane omicida ha sferrato un pugno alla donna che è caduta in terra. Poi l'uomo l'ha presa a calci ed è saltato sul suo corpo, provocando un'emorragia interna dovuta alla frattura di una costola. L'assassino ha trascinato l'anziana in bagno sistemandola nella vasca, le ha legato un laccio al collo tentando di simulare goffamente un suicidio e ha gettato l'acido nella vasca. Poi ha aperto i rubinetti del gas e con della carta ha incendiato un sacchetto di plastica, prima di disseminare cuscini in terra ovunque lungo la stanza. L'assassino ha utilizzato i guanti subito dopo aver colpito la donna e prima di uscire dall'abitazione. Il tutto è avvenuto in una mezz'ora e l'allarme è stato in seguito dai vicini che in tarda serata, hanno chiamato i vigili del fuoco per un incendio.

L'omicida ha poi tentato di eliminare il corpo della vittima in vari modi, anche sciogliendolo nell'acido. Inizialmente si era pensato ad un caso di suicidio. Poi, ad incastrare il giovane, sono state le immagini dell'impianto di videosorveglianza che la settantacinquenne aveva fatto installare nell'abitazione per la fobia dei ladri. Il corpo della vittima fu trovato all'interno di una vasca da bagno del proprio appartamento. Sul corpo della donna erano stati rinvenuti vari tagli, e al collo, il cadavere, immerso della vasca, aveva un filo.

LE PAROLE DELL'ACCUSATO - "Oggi esistono tecnologie in grado di manipolare la mente umana". Sono le parole dell'imprenditore romano di 23 anni in un interrogatorio davanti agli investigatori, ha farneticato di un chip nella testa che controllava la sua mente. Il giovane, accusato di omicidio pluriaggravato per motivi abietti e futili e premeditazione, non ha negato le accuse, ma non ha neanche risposto alle domande degli inquirenti. L'uomo gestiva una società di servizi condominiali, non ha problemi economici e conduce una vita apparentemente normale. Fin dall'adolescenza è fidanzato con una sua coetanea, che è la nipote dell' anziana uccisa.

[18-06-2011]

 
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